Grande successo della mostra “Novecento mai visto” al Museo Santa Giulia tra i ragazzi e le scuole di Brescia e provincia. A meno di un mese dall’avvio della mostra sono già 108 le classi e 2.220 gli studenti che hanno prenotato una visita ed i laboratori didattici, grazie anche al servizio navette messo a disposizione da EvoBus Italia, società del Gruppo Daimler dedicata al settore autobus. Agli studenti, inoltre, è stata distribuita ABC, una guida alla mostra elaborata dagli esperti della Daimler per i ragazzi. La mostra, che ospita i capolavori della Daimler Art Collection per la prima volta in Italia, rimarrà aperta fino al 30 giugno, ed è la conferma dell’impegno sul territorio di Mercedes-Benz Italia.
Nell’ambito di “Novecento mai visto”, la mostra curata dalla Dott.ssa Renate Wiehager, sono raccolte 230 opere firmate da 110 artisti internazionali, dal 1909 ad oggi: una selezione di grande valore che parte dai classici del Costruttivismo e dell’Arte Concreta, passando per il Minimalismo e le Tendenze Concettuali. Tra le opere esposte anche installazioni, fotografie e video di noti artisti contemporanei.
La mostra, articolata attraverso un percorso che pone in risalto i principali movimenti artistici dell’ultimo secolo, prevede un ampio programma educativo per gli allievi delle scuole e degli istituti superiori di Brescia e provincia, sviluppato in collaborazione con il dipartimento educativo del museo. Scopo del programma è quello di esaminare e approfondire il contenuto dell’esposizione, le opere e gli artisti nell’ambito di lezioni o studi. Il programma coinvolge anche gli artisti Nic Hess e Luca Trevisani che collaboreranno con gli istituti d’arte di Brescia. Il programma educativo comprende anche una visita guidata della mostra. Dipendenti del museo, insegnanti e professori di storia dell’arte sono stati istruiti ad hoc per fornire al giovane pubblico informazioni chiave e numerosi interessanti dettagli.
Con questo progetto dedicato alle scuole e agli istituti superiori di Brescia, la Daimler Art Collection intende offrire un contributo fondamentale e sostenibile all’educazione artistica. Inoltre, il programma educativo aggiungerà al curriculum scolastico temi legati all’arte contemporanea europea e internazionale, dagli inizi del XX secolo fino ad oggi, concentrandosi su tendenze astratte, l’arte legata alle automobili, l’arte fotografica e la video arte contemporanea, trattando tematiche critiche di grande attualità. Un programma educativo che, per molti bambini e adolescenti, sarà la prima occasione di contatto le tendenze del XX secolo e dell’arte contemporanea.
Novecento mai visto: From Albers to Warhol to (now) Punto di partenza dell’esposizione “Novecento mai visto” sono alcuni capolavori del Modernismo Classico, con importanti lavori della scuola tedesca Bauhaus, del Costruttivismo e dell’Arte Concreta come, ad esempio, Josef Albers, Willi Baumeister e Max Bill, i principali artisti della collezione. Altri nomi rappresentativi di quei tempi sono Adolf Hölzel, Oskar Schlemmer, Adolf Fleischmann, Jean Arp, Richard Paul Lohse, Herrmann Glöckner e Georges Vantongerloo. Nelle sezioni storico-artistiche iniziali l’esposizione presenterà capolavori del tempo affiancati da posizioni contemporanee che riferiscono, riflettono o sono correlate a questi predecessori artistici. Questa esposizione vuole creare un dialogo referenziale tra i lavori e rivelare collegamenti discorsivi tra idee formali individuali e argomenti nel tempo.
La seconda parte della mostra è dedicata alla ZERO avantgarde europea. Questo movimento è legato ad artisti come Heinz Mack, Enrico Castellani, Dadamaino, Getulio Alviani, François Morellet, Jan Schoonhoven, Klaus Staudt e Jan Henderikse. Fondato nel 1957 da Heinz Mack e Otto Piene come un’associazione di artisti, “Zero” divenne un movimento europeo negli anni Sessanta. Mettendo in discussione le basi della produzione, ricezione e presentazione artistica in generale, gli artisti ridefinirono in modo radicale il concetto tradizionale di opera d’arte, ponendo le basi per l’Arte Concettuale e il Minimalismo in Europa.
La seconda sezione espositiva ospita i classici del movimento Minimal Art dal Nord America e dalla Germania, tra cui lavori di Donald Judd, Sol LeWitt, Ulrich Rückriem o Charlotte Posenenske, tutti risalenti agli anni Settanta. L’esposizione dimostra che esistono connessioni vitali tra la pittura strutturale-costruttiva europea e le tendenze americane dell’arte minimalista, rappresentate nei lavori di Peter Roehr, Hanne Darboven e Franz Erhard Walther. Si mostra chiaramente che il Minimalismo è un tratto caratteristico di molti lavori di artisti di periodi e nazionalità differenti. Le tendenze di un Minimalismo internazionale sono attualmente sviluppate da artisti come Natalia Stachon, Lasse Schmidt Hansen o Jonathan Monk.
Nell’ambito dell’arte contemporanea, “Novecento mai visto” pone in evidenza movimenti artistici come l’Arte Concettuale e il Ready-made, nonché cinque ampie presentazioni monografiche firmate da artisti di fama internazionale. Questi gruppi di lavori firmati da Andy Warhol, John M Armleder, Sylvie Fleury, Philippe Parreno e Martin Boyce sono stati acquisiti negli ultimi 25 anni e rappresentano oggi il nucleo concettuale della Daimler Art Collection.
Dal 2000 la collezione ha esteso i suoi confini internazionali con lavori di alto calibro di artisti provenienti da Australia, Sud Africa, Asia, India e Stati Uniti. “Novecento mai visto” ospiterà alcune di queste recenti sfaccettature: in una sezione sarà discussa l’importanza dell’idea del Ready-made sviluppata da Duchamps agli inizi del XX secolo, con opere di Mathieu Mercier, Haim Steinbach, John Nixon e John M Armleder.
Un’altra sezione sarà dedicata alle tendenze concettuali dagli anni Sessanta ad oggi. La vicinanza intellettuale e fattuale dei lavori di Joseph Kosuth, Marcia Hafif, Daniel Buren, Bojan Šarčević, Alicja Kwade e Liam Gillick consente al visitatore di ripercorrere i momenti fondamentali dell’Arte Concettuale: la sua enfasi su sistema e serie, dematerializzazione e processualità, razionalità/irrazionalità dell’idea di opera, parametri dell’opera d’arte, il coinvolgimento dell’osservatore e l’arte come linguaggio - il linguaggio come arte.
Un altro nuovo ambito d’interesse della Daimler Art Collection è rappresentato dalla New Media Art, che comprende fotografia, video e installazioni multimediali spesso incentrate su tematiche socio-critiche, politiche e culturali della società contemporanea come, ad esempio, le opere di Berni Searle, David Goldblatt, Pamela Singh, Sigalit Landau, Alfredo Jaar e Santiago Sierra.
La sezione finale della mostra è dedicata a lavori commissionati sul tema dell’automobilismo. Nel 1986, in occasione del 100esimo anniversario dell’invenzione dell’automobile, la Daimler-Benz chiese a Andy Warhol di guardare il motivo di un’auto come un’icona di mobilità. Per la serie “Cars” furono programmate 80 opere, ma solo 35 immagini e 12 disegni furono completati prima della morte di Warhol nel 1987.
Questo complesso costituisce l’origine per altri lavori legati alle automobili commissionati dalla Daimler a Robert Longo, Simone Westerwinter o Sylvie Fleury. Quest’ultima produsse una serie di sei formidabili video per il nuovo Mercedes-Benz Center di Parigi. In ciascuna delle sue proiezioni a 3 canali, l’artista fonde il fascino delle leggendarie vetture Mercedes-Benz con le ultime idee contemporanee dal mondo dell’arte e della moda, in un approccio tanto enigmatico quando elegante. Questa sezione sarà completata con altre sculture, oggetti e video legati alle automobili, firmati da Richard Hamilton, David Hockney, Kirsten Mosher e Vincent Szarek.
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