Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.
'Ho scoperto questo libro proprio quando è uscito', dichiara la regista Mona Achache. 'Qualche tempo prima, incontrando la produttrice Anne-Dominique Toussaint, le avevo sottoposto una mia sceneggiatura. L’aveva trovata interessante ma un po’ « tristanzuola » e mi aveva detto che se avessi trovato una storia più divertente da raccontare le sarebbe piaciuto lavorare con me. Dal momento che a me piace molto l’idea dell’adattamento di un libro, sono andata alla FNAC a sbirciare le quarte di copertina. Volevo comprare « L’eleganza del riccio », ma ho rinunciato perché c’era troppo da aspettare alle casse. La sera stessa un’amica mi parla di un libro che aveva appena finito di leggere, « L’eleganza del riccio »! Me lo presta, io lo leggo e chiamo Anne-Dominique: « Ho trovato una storia! ». Lei mi risponde: « E’ incredibile, ce l’ho sul mio comodino! ». Lo legge, se ne innamora anche lei, chiamiamo la Gallimard e, nonostante la presenza di altri realizzatori cinematografici, otteniamo un incontro con Muriel Barbery (l'autrice del libro uscito nel 2006, 600.000 copie vendute e già 50 ristampe, NdR). Il risultato di quell’incontro è stato che la Barbery mi ha scelto e abbiamo ottenuto i diritti.' Un bel banco di prova per una regista all'esordio nel lungometraggio. E che, per giunta, arriva giovanissima a questa esperienza - non ha neanche trent'anni. I suoi precedenti cortometraggi sicuramente le hanno dato una buona preparazione almeno per quanto riguarda la gestione di una piccola attrice: 'Nei miei due cortometraggi c’erano già dei bambini. Inoltre Garance è molto dotata, particolarmente a suo agio, concentrata e matura. Durante le riprese abbiamo avuto un rapporto molto tenero, molto complice. Sempre divertendoci, abbiamo cercato insieme il personaggio, con i suoi piccoli tic, il modo in cui aggiustava gli occhiali in cima al naso, come attorcigliava i capelli fra le dita, come abbassava il mento e alzava lo sguardo… Con Jean-Pierre Duret, il fonico, abbiamo lavorato molto con la voce di Paloma, più seria e posata della sua. Prima di ogni scena si divertiva a fare questa voce e faceva spesso domande molto giuste sul personaggio. Quando doveva piangere, riusciva a singhiozzare. Ho capito che per lei recitare era un piacere, un divertimento, anche quando doveva dire o interpretare cose oscure.' I personaggi di Renée, Palome e Ozu si inscrivono nel film in un ambiente ancora più surreale e fiabesco rispetto al libro. Anche la datazione a ritroso è un'idea nata in fase finale di sceneggiatura. E' ancora la giovane autrice che lo spiega chiaramente: 'Renée è Cenerentola, Paloma la bambina, Kakuro il principe azzurro. La storia d’amore fra Kakuro e Renée ha qualcosa di allegramente desueto. Il regalo, l’invito, il baciamano, il ristorante, la passeggiata per strada… quando Renée riceve in regalo la sciarpa da Kakuro, si emoziona come un adolescente al suo primo incontro amoroso. Questi tre personaggi sono realistici, ma allo stesso tempo irreali, fuori dalla norma. Ho avuto voglia di creare attorno a loro un universo che fosse un po’ così.' Ovviamente a questo hanno contribuito gli attori: Josiane Balasko, un'istituzione del cinema francese, impersona la portinaia, Togo Igawa è il misterioso professor Ozu e Garance Le Guillermic è la piccola Paloma; ma ci sono anche Anne Brochet che interpreta la madre di Palome e Arianne Ascaride nel ruolo di Manuela, la migliore amica di Renée.
La Achache ricorda con molto piacere le giornate lavorazioni sul set: 'il piccolo rituale del mattino: portare le mie figlie a scuola, guidare la macchina in direzione Epinay con Patrick (Blossier, il direttore della fotografia, NdR) e le idee per le prime scene, ascoltando vecchia musica. L’arrivo in studio, il caffè, i croissant, e poi l’ora di pausa che ogni giorno trascorrevo con Patrick, la segretaria di produzione, l’assistente alla regia per preparare la giornata di riprese prima dell’arrivo degli attori e della troupe. Ho vissuto tutti quei momenti come istanti privilegiati. Abbiamo tutti vissuto a stretto contatto negli studi Epinay per molti mesi. Anche la montatrice, Julia Grégory, si era installata nell’ufficio degli studi durante le riprese. Questo ha creato un’atmosfera molto intima all’interno della troupe che, secondo me, ha vitalizzato, ha alimentato, il film.' In attesa di vedere come il film si comporterà nelle sale italiane a partire da domani 5 gennaio, giusto concludere con le parole della regista circa il significato del titolo: 'Io credo che tutti noi siamo un po’ dei ricci, nella vita… con più o meno eleganza!'.
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