Il primo lungometraggio tutto italiano di Victor Rambaldi, figlio del grande effettista Carlo (suo l'alieno di “E.T.”) si ispira ad una storia vera, toccando l'argomento non molto consueto della dialisi. Alex è un giovane di Imola che per tre giorni alla settimana deve sottoporsi ad un trattamento di emodialisi – il rimpiazzamento delle funzionalità del rene tramite filtro del sangue. Le sue condizioni gli impedirebbero di coltivare le arti marziali, sua grande passione. Ma contro tutto e tutti (famiglia in primis) e grazie all'aiuto di una misteriosa donna orientale, Alex riesce a sviluppare una tecnica personale di arti marziali che gli permetterà di affrontare l'ambito torneo multidisciplinare di arti marziali. Al suo fianco, la giovanissima Luna, una ragazza che si occupa della madre emodialitica e che con il suo amore – e non senza sofferenze – sosterrà il doloroso percorso di Alex. Victor Rambaldi torna al lungometraggio di fiction dopo oltre dieci anni e dopo importanti lavori nel campo dell'animazione, del documentario, del cortometraggio, della regia televisiva e del video sperimentale. A differenza dei precedenti lungometraggi, qui si confronta con una storia vera e tutto sommato semplice, pur nella sua durezza. Il soggetto è tratto dal libro omonimo di Valentina Lippi Bruni, che racconta la vicenda del marito Silvio D'Alessandro (anche coproduttore del film), effettivamente sviluppatore di una nuova arte marziale nonostante la difficile condizione fisica. Il romanzo è ulteriormente ritoccato da Rambaldi stesso in fase di sceneggiatura; la narrazione acquista così delle parvenze di favola, che tuttavia non intaccano la genuinità della storia. Dal punto di vista registico, non mancano momenti mistico-onirici caratterizzati da repentine accelerazioni, sfocature multiple e una fotografia raffreddata e azzurrata. La forza del film in effetti però è nel messaggio di fondo, un invito a comprendere la propria forza interiore e imparare a gestirla con serenità. Purtroppo un'osservazione va fatta: a parte i tocchi fantastici già citati, il film sembra essere già pensato per la televisione. Non c'è compiacimento nel mostrare i problemi di Alex, eppure fanno capolino un paio di svirgolate nel melodramma; quello che è il cammino dell'eroe non viene disatteso ma nemmeno rinvigorito più di tanto, ad eccezion fatta per un buon finale. I cliché non sempre vengono evitati, lo stile è sin troppo convenzionale, soprattutto nelle scene ambientate nelle famiglie di Alex e Luna, e nell'allenamento solitario di Alex nei campi è difficile non pensare a “Karate Kid” o “Il ragazzo dal kimono d'oro” - a cui sicuramente si sarà pensato, anche se evidentemente per evitare le somiglianze. I grandi caratteristi sono a contorno, Flavio Montrucchi al suo esordio convince a metà mentre davvero pessimo Raffaello Balzo – colpa anche in realtà di un personaggio tagliato con l'accetta. È un po' il problema comune dei film estremamente impegnati o imperniati su tematiche delicate: l'importante è ciò che si dice, non importa come. Allontanarsi da una formula “per tutti i gusti”, e quindi televisiva potrebbe costituire un ostacolo alla diffusione del messaggio? È forse questa la puara? Qualunque sia la risposta – che la pluralità dei gusti rende enigmatica – resta il fatto che film come “Il soffio dell'anima” rischiano comunque di risultare irrisolti o peggio ancora poco coinvolgenti per quella parte di pubblico che comunque ne riconosce le potenzialità. L'impegno profuso per la realizzazione, la distribuzione e la promozione di questo film – che sosterrà con gli incassi di alcune anteprime sociali l'associazione “Make-A-Wish” (http://www.makeawish.it/) - lo rendono un appuntamento addirittura ai limiti dell'extracinematografico, e l'augurio in questi casi comunque è che, al di là della beneficenza, il film aiuti a diffondere la conoscenza di un problema così ignorato quanto diffuso (42000 casi in Italia, oltre tre quarti dei quali in stato permanente). Per questa anteprima così importante era presente gran parte del cast, con Flavio Montrucchio, Lucrezia Piaggio, Dario Ballantini, Cristina Sebastianelli, Yang Yu Lin e, più appartati in sala, Orso Maria Guerrini e Lina Bernardi; Victor Rambaldi, per la produzione Anna Cristina Caremoli e l'autrice del libro Valentina Lippi Bruni; per la distribuzione Christian Lelli.
D: È un ritorno per il regista, oltre che il primo film interamente italiano (“Rage” e “Decoy” sono coproduzione a maggioranza americana, NdR). R: (Rambaldi) Tornare in Italia dopo trent'anni nella mia terra d'origine è stato bellissimo. Avevo ricordi di luci, di colori, di profumi. Imola è poi la città natale dei protagonisti reali della vicenda, Valentina e Silvio.
D: Avete girato in HD (alta definizione digitale, NdR)? R: (R ) No, il processo è stato particolare: abbiamo girato in un Super 16mm, poi “esploso” in Super 35mm anamorfico (la pellicola viene “dilatata” nella copia per poter avere un'immagine che riempia lo schermo, NdR). Il digitale sta facendo passi da gigante ma non credo che possa raccontare l'intimità di una storia come questa così come lo fa la pellicola.
D: Chi ha curato la colonna sonora? R: (R ) Andrea Felli, un giovane musicista di Rimini, con la collaborazione di Christine John Johnsen. È la prima collaborazione con lui. Ci ha aiutato ad evitare toni eccessivamente melodrammatici.
D: Come ha affrontato questo esordio sul grande schermo Flavio Montrucchio? R: (Montrucchio) Non credevo di poter affrontare questo ruolo. Ho pensato che sono stato troppo fortunato rispetto a Silvio, io ho avuto comunque una vita agiata. Ma quando l'ho incontrato di persona, è stato proprio lui a darmi la forza per poter affrontare questa scommessa, per poter comunicare questo messaggio.
D: Che corde ha toccato in Flavio la trama di questo film? R: (M) Come dicevo, essendo stato fortunato nella vita non pensavo davvero di poter affrontare un ruolo del genere, di natura sono portato alla commedia. E invece l'ho fatto, e spero di essere stato credibile.
D: Come è stato trasposto il libro? R: (R ) Mi ha colpito l'emotività di questo libro, scritto comunque da una diciassettenne nella prima stesura. Abbiamo quindi cercato di strutturarlo per bene in sceneggiatura. Io e Valentina Lippi Bruni siamo andati molto d'accordo sin dall'inizio. Abbiamo per esempio allargato il personaggio di Dario Ballantini, fondamentale come elemento di rottura comica del film. (Lippi Bruni) Ho scritto il libro per condividere e comunicare la condizione di mio marito. In fase di scrittura del film abbiamo pensato di togliere alcuni episodi. (SPOILER) Per esempio nel libro c'era la guarigione di Silvio, che non c'è nel film. Ci tenevo a dire che il messaggio che volevo dare è proprio quello di conoscere la forza che abbiamo in noi stessi, e crederci. Per fare questo mi ha aiutato tantissimo la coprosuttrice Cristina Caremoli. D: Come era in realtà la figura della cinese? (SPOILER) Perché alla fine scompare, non esiste più? R: (LB) In realtà il maestro esisteva veramente ed era uomo. Ha guidato davvero Silvio a trovare la scintilla dentro di sé. Ma il messaggio era che noi ce la possiamo fare anche da soli, e la guida possiamo trovarla anche al di fuori di una persona reale, magari nella musica, nella pittura... (R ) In effetti il maestro è una metafora della forza d'animo. Farlo restare un personaggio reale significava poter ripetere il cliché di “Karate Kid”. (Yu Lin) Ringrazio Victor per avermi sopportato e aver avuto tanta pazienza con me, visto che non conosco la dizione esatta. Abbiamo lavorato per un mese sulla dizione!!!
D: Come è stato interpretare il personaggio di Enzo? R: (Ballantini) In realtà facile, se devo essere sincero. Ho avuto modo di conoscere Victor e conoscevo Flavio, per cui davvero c'era amicizia sul set.
D: Per quanto riguarda invece il personaggio di Nico? R: Oltre al nemico in sé, la malattia, Nico rappresenta la parte più oscura della società che ancora discrimina chi ha una malattia particolare, un handicap. Spesso manca davvero il giusto rispetto.
D: Qual è il percorso distributivo del film? R: (Lelli) Abbiamo lavorato per due mesi e mezzo per programmare l'uscita. Il periodo (13 marzo) è difficile, e la Rai l'ha acquistato per l'autunno. Finora siamo a circa 15-18 copie, più una sottotitolata per audiolesi. Ma abbiamo comunque già richieste per 28 città, chissà quindi non vengano fatte altre stampe.
Alla proiezione erano presenti anche Roberto Costanzi dell'Associazione Malati di Reni Onlus e Antonio Cotura del FIADDA (Famiglie Italiane Associate Difesa Diritti Audiolesi). La copia che verrà proitettata in anteprima sociale il 9 marzo a Roma (cinema Don Bosco) avrà i sottotitoli colorati dedicati agli audiolesi, un dettaglio tutt'altro che insignificante. L'augurio è che davvero il film riesca a sensibilizzare almeno una persona in più. Se così, si potrà dire riuscito, nonostante tutto. Italia 2007 Regia: Victor Rambaldi Soggetto: Valentina Lippi Bruni dal suo romanzo omonimo Sceneggiatura: Victor Rambaldi Direttore della fotografia: Luca Santini Scenografia: Giorgia Liberatore Montaggio: Franco Carrozzino Musica: Andrea Felli Produzione: Anna Cristina Caremoli, Valentina Lippi Bruni per Luna Film S.r.l durata: 108 minuti cast: Flavio Montrucchio (Alex), Lucrezia Piaggio (Luna) Yang Yu Lin (Tai Ping), Raffaello Balzo (Nico), Dario Ballantini (Enzo), Orso Maria Guerrini (il padre di Luna), Claudio Angelini (il padre di Alex), Lina Bernardi (la madre di Alex), Cristina Sebastianelli (la madre di Luna), Stefano Calvagna (Max), Giampiero Lisarelli (Luigi), Gaia Bulferi Bulferetti (Gaia) Gaetano Mosconi Vichi (Alex bambino). Distribuzione: Irisfilm.
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