L'astronauta italiano Paolo Nespoli si è recato laddove altri sono andati prima di lui. Diversamente dai predecessori, però, Paolo ha portato con sé una Nikon D3s e una Nikon D2Xs. Con questi apparecchi ha registrato immagini straordinarie della Terra, riuscendo a catturarne i tanti colori e scenari. Le immagini sono visibili all’indirizzo: http://www.photoradar.com/news/story/earth-from-space-34-vulcan-amazing-pictures. Un insieme di scatti che mostra il mondo da prospettive straordinariamente rare, per osservare la Terra dallo spazio e guardarla da punti di vista inediti. Tornato dallo spazio il 24 maggio, Paolo è stato intervistato dal sito inglese PhotoRadar durante una conferenza stampa trasmessa su NASA TV. L’astronauta ha raccontato di aver scattato almeno 100.000 foto, di cui quelle pubblicate su Flickr e Twitter sono solo una minima parte Proprio la condivisione è stata la spinta principale a fotografare: “Sono riuscito a individuare una formula che funzionava e ho trovato un sostegno importante nei messaggi delle persone che desideravano queste fotografie”, dice Nespoli. “Il mio scopo era quello di mostrare alla gente quanto sia bello il mondo e quanto sia importante vederne i tesori e trattarlo come un tesoro.”
I soggetti più difficili da immortalare? Linee di Nazca e Grande Muraglia Cinese: “Non sono riuscito a fotografare le linee di Nazca, in Peru. Ho scattato foto molto dettagliate dell'area, ma non i geoglifi non si vedono. A parte questo, il soggetto più difficile da immortalare è stato la Grande Muraglia cinese. Abbiamo discusso tra noi se fosse possibile vedere la Muraglia dallo spazio e in effetti è davvero difficile. Ho tentato diverse volte e infine sono riuscito a riprenderla. La Grande Muraglia, tuttavia, non è effettivamente visibile da lassù”. La cosa più sorprendente da osservare dallo spazio, comunque, secondo Nespoli sono “i motivi che si formano quando l'oceano incontra la sabbia vicino alla costa. A nessuno capita mai di vedere disegni come questi.”.
Un’esperienza indimenticabile: “Spesso, mentre guardavo la Terra attraverso la fotocamera, ho avuto l'impressione di osservare il mondo attraverso un microscopio gigante che qui non è stato ancora inventato. Ricordo, ad esempio, di aver scattato fotografie di tempeste notturne: da quell'angolazione, i lampi mostrano la struttura completa delle nuvole. È stata una delle meraviglie che mai avrei immaginato di poter osservare da lassù. In alcuni momenti, l'immensa bellezza di certe immagini mi ha fatto tremare le mani.”
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