L’Accademia Filarmonica Romana apre le porte al cinema

L’Accademia Filarmonica Romana apre le porte al cinema

L’Accademia Filarmonica Romana apre le porte al cinema: quattro giorni per scoprirlo e riviverlo, attraverso molteplici proposte, attraverso la musica.

L’Accademia Filarmonica Romana apre le porte al cinema: quattro giorni per scoprirlo e riviverlo, attraverso molteplici proposte, attraverso la musica. Il giorno dell’inaugurazione, mercoledì 29 settembre, è tutto dedicato all’amico magico, ossia Nino Rota (1911-1979), così come lo aveva ribattezzato Federico Fellini, un compositore adottato dal grande schermo e dai suoi protagonisti. Per l’occasione verrà proiettato alle ore 18 Nino Rota al pianoforte improvvisa e racconta documentario inedito e di rara bellezza della Fondazione Fellini di Sion che ritrae il maestro al pianoforte. Anche Mario Monicelli, nel 1999, riprendendo la bella espressione del collega Fellini, dedicava a Rota un omaggio dirigendo Un amico magico: il maestro Nino Rota, che vedremo a seguito del breve documentario. A cinquant’anni da La Dolce Vita, capolavoro del regista riminese che ha segnato un’epoca, quei “favolosi” anni ’60 vengono ricordati nell’incontro Roma 1960: Dolce vita, Olimpiadi e… in programma alle ore 19.30, nel Foyer superiore del Teatro Olimpico, cui partecipano i registi Lina Wertmüller, Marco Tullio Giordana – raffinati e caustici osservatori della società italiana – e il compositore Franco Piersanti, “interpellati” per l’occasione da Sandro Cappelletto, Direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana. Il mondo musicale di Rota rivive, infine, con il concerto conclusivo della prima giornata, alle ore 21, nel quale l’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Pietro Mianiti celebra uno dei più felici e famosi connubi tra grande schermo e musica nella storia del cinema italiano: Rota che scrive musica non solo per Fellini – con le colonne sonore de La Strada, Amarcord, La Dolce Vita e 8 e ½ –, ma anche per Visconti con il “Valzer del commiato” da Il Gattopardo, e per Coppola ne Il Padrino. Ma Rota è anche un compositore di musica colta e spesso dimenticata, come Castel del Monte, una splendida “ballata” per corno e orchestra.

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