L’Aquila Bella Mé, un lungo diario filmato

L’Aquila Bella Mé, un lungo diario filmato

Il 21 ottobre verrà proiettata la prima parte di un lungo diario filmato, una documentazione sul medio-lungo periodo, sei mesi o forse un anno, che si...

Il 21 ottobre verrà proiettata la prima parte di un lungo diario filmato, una documentazione sul medio-lungo periodo, sei mesi o forse un anno, che si propone di raccontare la dura e complessa storia della ricostruzione della città de L’Aquila, colpita dal terremoto nella notte tra il 5 e il 6 aprile scorso. A L’Aquila, questo semisconosciuto ma importante angolo d’Italia, dopo quella notte sono passate migliaia di telecamere. Il gruppo di lavoro di questo progetto però ha qualcosa di diverso: gli autori, i giovani filmmaker Pietro Pelliccione e Mauro Rubeo, la responsabile di produzione Francesca Tracanna, gli operatori Michele Buo e Flavio Paolilli Treonze, a L’Aquila sono cresciuti, hanno vissuto e hanno studiato cinema. Hanno formato una piccola ma agguerrita troupe che vive nel tessuto sociale della città e come nessun altro cineasta, forse, può raccontare il “fuoricampo” di quello che è successo e sta accadendo dopo la catastrofe; perché filma la realtà dal ventre delle sue stesse macerie, perché in gioco è il futuro della loro città, delle loro famiglie, dei loro amici, delle loro case e scuole, delle loro montagne. Il work in progress che verrà presentato a Roma costituisce il racconto dei primi tre mesi (il giorno 1, il giorno 2, i funerali di stato, il dolore e i dubbi sulla gestione dell’emergenza, i comitati per la ricostruzione, la vita nelle tendopoli, la città militarizzata per l’approssimarsi del G8); sarà seguito da una breve preview di materiali relativi ai mesi successivi, che troveranno posto negli altri episodi in cui si modulerà il progetto.

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