La Première étoile, buon umore e métissage culturale sulle alpi francesi

La Première étoile, buon umore e métissage culturale sulle alpi francesi

Commedia delicata e morbida quest’opera prima di Lucien Jean-Baptiste, già doppiatore e attore, originario della Martinica. Attraverso una storia godibile...

Commedia delicata e morbida quest’opera prima di Lucien Jean-Baptiste, già doppiatore e attore, originario della Martinica. Attraverso una storia godibile e leggera il film ci racconta dei rapporti familiari di una famiglia franco-antillana, della difficoltà di farsi spazio in un ambito tradizionalmente appartenente ai bianchi, perché come si dice nel film “I neri non vanno sulla neve, ma al mare” e “culturalmente la neve appartiene ai bianchi”. Così il tono ilare del film non ci nasconde, anzi ce lo fa vedere nella sua immediatezza, un tema sociale forte e ancora irrisolto e le vacanze sulla neve di questa allegra e briosa famiglia saranno solo un pretesto per raccontarci altro; una storia di differenze, di partenza dalle proprie origini, di integrazione in un nuovo tessuto sociale e di tolleranza… storia universale dunque così come ci evidenziano le prime righe della canzone portante della colonna sonora del film.. Per dirla con il Jean Ferré de "La montagna", 'Ils quittent un à un le pays /Pour s'en aller gagner leur vie/Loin de la terre où ils sont nés'. (Lasciano uno ad uno il paese / Per andare via a guadagnarsi da vivere / Lontano dalla terra dove sono nati). Ci troviamo a Créteil negli anni ’80, un padre di famiglia Jean Gabriel (interpretato dallo stesso Lucien Jean-Baptiste) è interessato più alle scommesse alle corse ippiche che alla responsabilità di trovarsi o tenersi un posto sicuro e di ricordarsi di andare a prendere i figli a scuola. Di fronte alla richiesta della figlioletta sulla possibilità di andare a sciare, Jean Gabriel promette di portare tutta la famiglia sulla neve. Grande entusiasmo di tutti, eccezion fatta per la moglie Suzie (interpretata da Anne Consigny, già splendida interprete del film Lo scafandro e la farfalla), la quale, stanca di lavorare troppo ed avere tutta la responsabilità familiare sulle spalle, decide che sarà il marito a dover portare avanti la promessa fatta, questa volta senza il suo aiuto. Questa promessa e il modo di realizzarla proietteranno Jean Gabriel in una serie di rocambolesche avventure prima per procurarsi i soldi, e poi per realizzare il piano. Jean Gabriel si troverà dunque di fronte ad una sfida, non solo della circostanza immediata in cui si è precipitosamente messo, ma soprattutto in quella di verificare la propria capacità di immergersi nella realtà reale e non di inseguire con indolenza sogni che forse non avranno mai un seguito in un rimando continuo di possibilità. L’ilarità del film nasce soprattutto dalle gag comiche di questi personaggi sballottati dalla città sulla neve con mezzi di fortuna e dalla felice interpretazione di Firmin Richard nel ruolo di Bonne Maman; nonna vispa ed esuberante capace di prendere sempre in mano la situazione. L’idea originaria del film nasce da uno spunto autobiografico dello stesso Lucien Jean-Baptiste e dei suoi ricordi da adolescente: “Mia madre, una donna incredibile, ci fece lasciare le Antille negli anni ’60 per trasferirci in Francia. Desiderava che i suoi figli non fossero diversi dagli altri bambini che in inverno partivano per andare a sciare. Decise così di portare anche noi. Quest’avventura accadde quando io avevo quattordici anni. Ci siamo arrangiati con un paio di sci per due e una macchina in prestito.” E come la madre del regista, così tutti coloro che, con l’ondata migratoria degli anni ’60 voluta da De Gaulle, sono partiti dalle isole di Guadalupa e dalla Martinica per approdare in Francia. Lucien Jean-Baptiste ha conservato questo ricordo e da anni voleva realizzare un soggetto del genere. E come lo stesso Jean-Baptiste spiega la sua prima stella è stata quella di trovare una produttrice, anche coautrice in Marie-Castille Mention Schaar, che ha reso il progetto possibile. Una commedia di sentimenti e di opposizioni chiare in cui non è difficile prevedere un happy end, ma sempre con un occhio alla riflessione sociale. Originale l’idea di partenza di questa famiglia creola alle prese per la prima volta con la neve, forte e bello il contrasto, non solo per la particolarità della circostanza, quanto per il ruolo che le differenze giocano sul piano dei dialoghi. Scritto e girato in maniera lineare, senza una particolare originalità stilistica, il film scorre però su un binario di presa immediata sul pubblico per la sua genuinità e freschezza.

Paese: Francia Regia: Lucien Jean-Baptiste Sceneggiatura: Marie-castille Mention-schaar, Lucien Jean-Baptiste Distribuzione: Nomad Film Cast: Lucien Jean-Baptiste, Anne Consigny, Firmine Richard, Michel Jonasz, Bernadette Lafont, Jimmy Woha-woha, Ludovic François, Loreyna Colombo, Gilles Benizio, Astrid Berges-frisbey Fotografia: Myriam Vinocour Montaggio: Hugues Darmois Musiche: Erwann Kermorvant Produzione: Vendredi Film, France 2 Cinéma, Mars Films, Rhône-Alpes Cinéma, Canal + (France), CinéCinémas Genere: Commedia Durata: 90’ Formato: Colore In sala dal 26 Marzo, con anteprime il 20 a Ponte di Legno (Bs) , il 22 all'Eden di Roma, il 23 al Nosadella di Bologna e all'Anteo di MIlano.

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