La decisione presa dall’Assessora regionale alla Cultura del Friuli di privare i fondi alla Film Commission regionale, è di una gravità dirompente. E’ evidente che la decisione, che rende inefficaci le legittime delibere già assunte dalla Film commission in ottemperanza alle leggi e ai regolamenti, è stata presa per ragioni strumentali e ideologiche, per impedire che il film “Bella addormentata” di Marco Bellocchio ricevesse il contributo cui aveva diritto. Le conseguenze sono devastanti: anni di buon lavoro della Film commission, che aveva saputo attirare in Friuli produzioni importanti e qualificate, vanno in fumo per la perdita di autonomia e credibilità che le viene inflitta. Si crea un alibi e un incentivo alla delocalizzazione della produzione: episodi di questo genere certo non possono succedere in nessuno dei Paesi concorrenti (incluse Romania, Bulgaria, Ungheria…). Si fa cadere l’intero edificio degli incentivi volti ad attrarre investimenti esteri in Italia: quale produzione straniera si fiderà a venire in un Paese in cui il potere politico può agire arbitrariamente senza alcun rispetto per la legge, per puri motivi propagandistici? Non solo il Friuli dunque, ma l’intero sistema cinematografico nazionale subisce un danno gravissimo. Il fatto che la decisione sia presa in concomitanza col festival di Cannes rende ancora più immediati questi effetti, perché inevitabile sarà la risonanza internazionale della decisione. Tutte le rappresentanze del cinema italiano insorgono contro questo atto di brutalità e incompetenza e ne chiedono il ritiro immediato.
Il comunicato è firmato da: Guido Cerasuolo (presidente APE, Associazione Produttori Esecutivi Italiani), Roberto Cicutto (amministratore unico Luce Cinecittà), Fabiano Fabiani (presidente APT, Associazione Produttori Televisivi Italiani), Silvio Maselli (presidente IFC, Associazione Italiana Film Commission), Riccardo Tozzi (presidente Anica) e di tutti i loro associati.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!