Mobilità e trasporti: l'Italia non tiene il passo dell'Europa

Mobilità e trasporti: l'Italia non tiene il passo dell'Europa

“L’Italia non riesce a tenere il passo dell’Europa: lo dicono i numeri della mobilità nelle grandi aree”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Automobile...

“L’Italia non riesce a tenere il passo dell’Europa: lo dicono i numeri della mobilità nelle grandi aree”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, commentando i dati sulla mobilità nei capoluoghi di regione, presentati oggi dalla Fondazione “Filippo Caracciolo” al Forum Internazionale delle Polizie Locali, organizzato dall’ACI. Mobilità e trasporti: l'Italia non tiene il passo dell'Europa Confrontando parco circolante, incidenti stradali, mobilità sostenibile, ambiente ed energia, trasporto pubblico, infrastrutture, dotazioni delle Polizie locali, sanzioni e destinazione dei proventi delle multe nelle varie città, e proiettandoli nello scenario internazionale, la Fondazione Filippo Caracciolo ha evidenziato le tante differenze nei sistemi di circolazione a livello urbano che generano anche uno squilibrio sociale ed economico a danno dei cittadini.

L’analisi delle dotazioni delle Polizie Locali, ad esempio, mostra l’inadeguatezza degli strumenti che dovrebbero consentire alle Forze dell’Ordine l’efficace presidio sulle strade: Ancona è la città con più autovelox (57 ogni 1000 vigili urbani), mentre Napoli e Milano chiudono la graduatoria nazionale con 10 e 20 dispositivi ogni 1000 operatori; Aosta contrasta meglio la guida in stato di ebbrezza con 60 etilometri ogni 1000 operatori di polizia locale, mentre a Palermo se ne contano 10 (Milano e Napoli ne hanno solo 20); l’opacimetro, fondamentale nella misurazione delle emissioni inquinanti dei veicoli, è pressoché sconosciuto visto che le polizie locali di Bari, Cagliari e Venezia ne hanno 4 per 1000 operatori, Milano e Genova 2, Palermo 1 e tutte le altre nessuno. Milano è la città con più vigili (25 ogni 10.000 abitanti), seguita da Roma (24) e Firenze (23), ma i controlli sono più difficoltosi a Catanzaro (7 operatori ogni 10.000 abitanti) e Perugia (8).

La tecnologia aiuta la mobilità rendendola più sicura, efficiente e sostenibile, ma non tutti riescono a sfruttarla. I semafori intelligenti, in grado di regolare la circolazione in base ai flussi di traffico favorendo l’onda verde, sono ancora poco diffusi in troppe città: a Potenza non ce ne sono, a Napoli sono attivi solo 7 impianti di questo tipo, a Perugia 38; molto meglio a Firenze (237), Bologna (238) Torino (326) e Milano (689).

Le differenze in termini infrastrutturali sono evidenti soprattutto rispetto all’Europa: tutte le città italiane messe insieme hanno una linea metropolitana inferiore ai 191 km di Copenaghen, il cui ultimo prolungamento risale al 2007; la velocità commerciale dei veicoli adibiti al trasporto pubblico locale a Napoli è di appena 12 km/h (ultima nella classifica UE) contro i 16 di Roma e Atene, 17 di Milano e Parigi, 18 di Potenza e Londra, i 19 di Berlino e i 21 km di Madrid, Varsavia e Copenaghen. In testa alla graduatoria Venezia, Perugia e Trento con 22 km/h, superati solo da Helsinki dove bus e tram sfrecciano a una media di 26 km/h. Proprio il TPL merita un approfondimento: esaminando l’incidenza dei ricavi da biglietti sul totale dei costi delle aziende di trasporto pubblico su gomma, la media del Bel Paese si ferma al 30% mentre il Regno Unito arriva all’84%, la Germania al 60% e la Svezia al 55%. Una legge italiana del 1997 impone che a livello locale gli introiti dei biglietti coprano almeno il 35% delle spese complessive per il TPL, ma solo 5 dei 20 capoluoghi di regione riescono a rispettare questo parametro (Milano, Firenze, Bologna, Ancona e Perugia): Napoli si ferma al 17%, Palermo all’11% e Potenza addirittura al 2%.

“Lo studio – dichiara Ennio Cascetta, presidente del comitato scientifico della Fondazione Caracciolo – copre un vuoto informativo su un tema centrale per la competitività del Paese, che è quello della mobilità delle aree urbane. I dati si commentano da soli e mostrano un’Italia divisa e in forte ritardo rispetto all’Europa. Mi auguro che queste statistiche possano stimolare una seria riflessione sulle priorità della politica dei trasporti, che dovrebbe concentrare risorse e volontà istituzionale per garantire una mobilità sostenibile nelle nostre città”.

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