Piragna è l'album che segna il ritorno sulla scena musicale italiana di Sir Oliver Skardy accompagnato dai Fahrenheit 411, ska-band veneziana con cui anni, e qualche album, fa è cominciata una stretta collaborazione. Anche stavolta i risultati si vedono, ma soprattutto si sentono, nella musica così come nei contenuti, nei testi. La qualità del reggae è quella di sempre, per questo Sir Skardy è una garanzia, con sonorità che ricordano le origini del genere, come il mento e il calypso, lo ska, ma soprattutto il rocksteady, fino ad arrivare a sonorità più nuove, contemporanee, che in Italia hanno portato all'affermazione di un certo "Venetian style". Un ascolto fresco, piacevole, un sound che sembra non stancare mai. In fin dei conti troviamo lo Skardy di sempre, "testardo" e fedele a quelli che sono i suoi valori, a quello che è il suo credo musicale, ma anche e soprattutto politico, sociale, e che denuncia chiaramente quella che ormai è diventata l'etica della società italiana e la sua politica, con le sue solite mancanze, ipocrisie e contraddizioni. Gaetano Scardicchio, in arte Sir Oliver Skardy, rilascia questa intervista per Megamodo. Buonasera Sir Oliver, cominciamo col spiegare come è nata la collaborazione con questo gruppo eccezionale, i Fahrenheit 451 ?
E' stato un incontro piuttosto semplice e casuale. Dopo aver sciolto i Pitura Freska nel 2002 io ho continuato a suonare e a fare concerti. Ai Fahrenheit è piaciuto quello che suonavo io, a me è piaciuto quello che suonavano loro e dunque abbiam deciso di provare e cominciare a collaborare.
Piragna, un pesce piccolo ma voracissimo, può essere questo un nuovo simbolo dei politici italiani ? Si, dei politici ma soprattutto di una società "cannibale", in cui ormai viviamo, e di una "cultura cannibale". I politici italiani, così come tutti i personaggi che hanno potere, tutelano solo ed esclusivamente i loro interessi, per lo più economici, sono voraci come piragna appunto, gente che non sa fare assolutmente nulla...e chi ci rimette è sempre e solo la povera gente. Ti sei presentato al grande pubblico come un musicista reggae, ma Sir Oliver Skardy ha un passato da rockettaro ?
Sì, io ero un rockettaro. Ascoltavo gruppi come i Creedence Clearwater Revival, Led Zeppelin, Deep Purple. E' solo alla fine degli anni Ottanta che ho incontrato e conosciuto "ritmi in levare" e musica reggae.
Dopo vent'anni passati sulla scena musicale italiana, da San Remo a rappresentante dei musicisti italiani trascurati dai media, Sir oliver Skardy ha intenzione di cambiare o scendere a compromessi ?
Assolutamente no. Rimango quello che sono e che sono stato per trent'anni. Continuerò a suonare, a fare la mia musica e dire quello che penso, rimanendo fedele alla mia linea...nessun compromesso, non mi vedrai mai in trasmissioni televisive come XFactor e reality vari.
Progetti futuri ? Mah...adesso saremo un pò in giro per concerti, speriamo riusciremo a farne qualcuno anche al sud, e poi di nuovo in studio a lavorare. Ringraziamo Sir Oliver, in bocca al lupo e a presto. Grazie a voi, crepi, ciao.
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