e parlassimo di "VIII Municipalità" relativamente al comune di Napoli in pochi riuscirebbero a dare "un volto" a questo territorio; se, viceversa, parlassimo di Scampia e Secondigliano scatterebbe nella mente dei lettori immediato il collegamento con "Gomorra", serie tv o film poco importa, e i luoghi nei quali questa è stata ambientata.
Il problema è che "Gomorra", purtroppo per Scampia, non fa un ritratto molto lusinghiero del territorio, cosa che persone come l'avv. Angelo Pisani, da cinque anni presidente dell'VIII Municipalità e autore del libro "Luci a Scampia", sta cercando di combattere con tutte le armi che la legalità gli mette a disposizione. Armi che gli hanno consentito, grazie anche alla collaborazione con le forze dell'ordine e tante persone comuni, di eliminare tante piazze di spaccio, di togliere molti giovani dalle grinfie della malavita e di ridare una speranza nel futuro agli abitanti di queste zone.
Purtroppo l'ottimo lavoro dell'avv. Pisani rischia di essere vanificato da film e fiction che riportano lo stato dei fatti a 10 anni orsono, cioè quando la camorra la faceva ancora da assoluta padrona vanificando tutto il lavoro svolto specialmente sulla mentalità delle persone, sulla diffusione della cultura della legalità: invece arriva il cinema che propone la figura del "criminale-eroe" e tutto crolla all'improvviso spingendo di nuovo i giovani a spacciare piuttosto che a cercarsi un lavoro onesto.
Con l'avv. Pisani abbiamo fatto una chiacchierata in merito al suo libro "Luci a Scampia" e alla situazione che ora vivono sia Scampia che Secondigliano alla luce dei delle recenti serie tv: "Luci a Scampia" parla di un territorio del quale si è parlato molto ma forse non nella maniera migliore.
Come nasce l'idea di scrivere questo libro, quale ne è l’intento e quali sono le problematiche maggiori presenti? Le problematiche derivano dall’assenza dello Stato che in passato ha permesso ad “alcuni” di fare il proprio comodo. Questo è stato dovuto per lo più da negligenza: si è scelto di non vedere i problemi perché la cosa poteva far comodo. Quando siamo arrivati ad amministrare il territorio abbiamo fatto alzare la testa alla persone: abbiamo dato loro dignità, li abbiamo ascoltati e abbiamo parlato con loro. Dopodiché le persone hanno preso coscienza della presenza dello Stato evidenziando le potenzialità del territorio. Fino a ieri si parlava di Scampia solo per omicidi e piazze di spaccio: noi vogliamo portare alla ribalta le eccellenze del luogo. Oggi Scampia e le zone limitrofe sono sotto la "lente" alla luce dei film e delle fiction realizzati su esse. Solo che da queste non ne esce affatto un quadro lusinghiero, anzi tutt'altro. Quanto fa male questo tipo di "pubblicità" al territorio? Fa malissimo e in verità il problema è che fra 10/20 anni Napoli sarà evidenziata ancora come “Gomorra” dove si mettono in evidenza scene che non rispecchiano il presente influenzando negativamente i ragazzi invece di dar loro esempi positivi. Le operazioni da fare sono al contrario: esporre a tutti ciò che di buono si può fare per il territorio in modo che i ragazzi emulino esempi positivi invece che il criminale bello, ricco e famoso. Il solo Saviano aveva tolto il velo ad un qualcosa che era sotto gli occhi di tutti ma che tutti ignoravano. Oggi, però, facendo da consulente per fiction e film che descrivono Scampia come una sorta di far-west, sembra quasi rimangiarsi quanto fatto di buono. Qual è il suo punto di vista? Saviano, purtroppo, è passato dalla denuncia alle operazioni di marketing visto che i guadagni sono stati suoi e dei produttori del film e della serie ma non hanno portato vantaggi al territorio, anzi sono andate a distruggere quanto di buono fatto in 5 anni con il lavoro di tutti i giorni specie sulla mentalità delle persone che vivono questi territori giornalmente. Crede che lo Stato potrebbe e dovrebbe fare di più per territori con questi problemi? Combattere contro il "cinema" è difficile perché si tratta di un’arma molto potente. Dopo il "male" messo in risalto dallo schermo abbiamo, però, ristabilito il "bene" e riscoperte le potenzialità del territorio. Alla gente dobbiamo dare esempi positivi: il migliore possibile è uno Stato che investe, "illuminando" quei territori che hanno vissuto per troppo tempo nell'ombra dando la possibilità di vivere in tranquillità senza essere costretti ad invidiare nessuno.
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