Cadono ancora nel trentennale dalla scomparsa di Charles Mingus (1922-1979) le prime due occasione della stagione invernale per vedere dal vivo i Quintorigo. Altri due appuntamenti con il progetto Play Mingus che per la prima volta ospita la grande vocalist jazz Mariapia De Vito. Il tributo dei Quintorigo al genio del compositore statunitense, il primo realizzato in Italia (con cui si sono aggiudicati il prestigioso titolo di “Miglior formazione del 2008” secondo il referendum annuale indetto dalla rivista MUSICA JAZZ, disponibile anche su CD Sam Productions/Egea) è uno spettacolo complesso e di grande impatto. La soluzione scenografica ci porta indietro nel tempo all'interno dei jazz club newyorkesi anni '50. L'intercalare tra musica e letture (dall'autobiografia "Peggio di un bastardo"; e da "Tonight at noon", biografia scritta dalla seconda moglie Sue Graham Mingus), ci aiuta a ricomporre il complesso puzzle "Mingus": la sua musica, la sua vita, la realtà dell'america razzista di quegli anni. Charles Mingus (1922-1979) fu un autentico genio del jazz: compositore, direttore d’orchestra, contrabbassista, pianista, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica del ‘900, un’ influenza consistente ed imprescindibile sui musicisti contemporanei, un’eredità preziosa per tutti coloro che oggi suonano, amano ed ascoltano jazz. Quintorigo play Mingus è un progetto articolato, che si muove e si sviluppa tra il disco e le esibizioni dal vivo, un disco ed un concerto che sono imprescindibili l’uno dall’altro, che si integrano dando corpo e completezza all’opera. Tra gli scopi dell'opera, c'è l'esigenza di far conoscere al vasto pubblico del jazz (e non solo) una consistente parte dell’opera di Mingus; cogliere lo stretto nesso fra la musica e le idee dell’autore, nonché le esperienze biografiche che ne hanno determinato la maturazione; tratteggiare uno spaccato della società americana ante e dopoguerra, con riferimento alle tematiche razziali, politiche e di costume; trasmettere al pubblico il fascino e l’emozione dell’intramontabile opera di Mingus, utilizzando una pluralità contaminata di linguaggi, caratteristica fondante dell’estetica musicale dei Quintorigo.
Non un disco o un concerto tributo quindi, ma qualcosa che si può definire un’opera monografica mista, che fonde l’elemento musicale (preponderante ed accurato) alla dimensione teatrale e a quella documentaristica. Nei concerti infatti, molto curati anche nelle scenografie, vengono suonati gli arrangiamenti in stile Quintorigo dei brani più celebri di Mingus e presenti anche nel disco, affiancati dalle letture di alcuni passi significativi della sua autobiografia e dalle proiezioni su maxi schermo di documentari e stralci di concerti, ai quali si sovrappone intrecciandosi il commento-accompagnamento-contrappunto. Il tutto incorniciato in una raffinata scenografia fatta di pochi oggetti, luci e costumi che fonde vintage, postmoderno, tecnologia, old-fashion e cool. Il risultato agli occhi del pubblico è una sorta di coinvolgente e poetico dialogo fra Quintorigo e Mingus, fra jazz e contaminazioni, fra musica vecchia e nuova, fra passato e contemporaneità, dove sarà possibile leggere uno spaccato della società americana ante e dopoguerra, con riferimento alle tematiche razziali, politiche e di costume.
SABATO 21 NOVEMBRE 2009, SESTO AL REGHENA (PN), ore 21,00 FRIULI VENEZIA GIULIA JAZZ AUDITORIUM COMUNALE BUROVICH
Discussione 1
Primo non stà a voi dirlo ma al pubblico
Secondo a me non è parso un gran successo....
Lei è brava ma con voi non ci azzecca manco per ..