Continua l’acceso dibattito in merito ai provvedimenti contenuti all’interno del decreto Destinazione Italia che andranno a modificare anche le norme che regolano le RC Auto. Generale malcontento delle associazioni coinvolte, dai patrocinatori stragiudiziali ai medici legali agli artigiani carrozzieri, in particolare per quanto riguarda le modifiche che riguardano l’articolo 8.
ANEIS – Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, che da tempo denuncia l’inadeguatezza della normativa in materia e come i recenti provvedimenti siano riusciti addirittura a peggiorare la situazione, ha deciso di lanciare il guanto di sfida al Governo ed al Parlamento: basta decreti legge ciechi e sordi che altro non fanno se non arricchire le compagnie assicurative! E’ giunto il momento del confronto, per redigere provvedimenti efficaci ed equilibrati, che tengano conto di tutti gli interessi in gioco.
Per questo Aneis si sta facendo promotrice di un vasto cartello di associazioni, comitati ed organizzazioni, per promuovere azioni forti comuni, che non permettano di far passare l'ennesimo regalo alle lobby delle assicurazioni.
In particolare, l’Associazione chiede che si tenga conto di alcuni punti imprescindibili:
• lotta condivisa alle truffe assicurative, fenomeno tristemente diffuso e dietro il quale spesso si nasconde il legislatore, regalando ulteriore potere alle compagnie • contenimento dei costi della polizza Rc Auto, tra i più alti d’Europa • libertà di impresa e libera concorrenza dei mercati, unico modo per contrastare l’oligopolio delle compagnie assicurative • piena tutela delle vittime della strada e indiscutibilità di un equo risarcimento • semplificazione burocratica e normativa
“L’unica nota positiva dell’ormai noto articolo 8 è l’innalzamento dei massimali a dieci milioni per i veicoli a motore adibiti al trasporto di persone classificati nelle categorie M2 e M3 – Ha commentato Luigi Cipriano, Presidente ANEIS. – ma andrebbe esteso anche alle categorie M1 cioè alle autovetture che possono trasportare fino a 9 persone compreso il conducente. Se il testo fosse approvato così come proposto, la salute degli assicurati e delle vittime non sarebbe più in mano ai medici di famiglia o agli specialisti di fiducia, ma verrebbe affidata alle compagnie, che avrebbero facoltà di decidere presso quale struttura indirizzare la parte lesa. Per non dire dei medici legali ai quali si impone di chiudere gli occhi e di dar conto esclusivamente di quanto verificabile con esami diagnostici.
Anche lasciare la scelta delle Carrozzerie alle compagnie assicurative porterà ad una compressione verso il basso della qualità delle riparazioni (oltre a rappresentare un colpo al libero mercato ed un serio impoverimento della categoria), con conseguenti pericoli per la sicurezza stradale.
Un’altra cosa che definirei surreale è l’impossibilità di contattare eventuali testimoni di sinistri in un secondo momento. Saranno, infatti, ammesse solo le testimonianze di persone che presenti in loco al momento dell’incidente, siano state registrate dalle autorità di polizia intervenute. Ma non è tutto! Se la stessa persona compare in veste di testimone in più di tre cause negli ultimi cinque anni, sarà soggetto ad accertamenti da parte delle autorità competenti. Questo non può che dar origine ad una diffusa omertà nel caso in cui si dovesse assistere ad un sinistro.
Insomma, per fare un favore alle Assicurazioni si colpiscono intere categorie professionali e migliaia di imprese e si pongono le premesse per danneggiare cittadini assicurati e metterne in discussione il diritto alla salute ed alla sicurezza. In cambio di un falso sconto sulle polizze, che non sarà verificabile. Credo che su questo testo ci sia molto lavoro da fare.”
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