Anche la foresta friulana ha i suoi best driver (e co-driver) dell'RFC South Europe. Dopo un avvincente prologo e due giorni di rock crawling, guadi e fangaie, l’Italia ha incoronato i suoi “only the brave”, quei piloti temerari scesi in campo per aggiudicarsi titolo e onori di una delle gare di estremo più prestigiose al mondo. Chi sono? Christian Wulz e Koban Marcel del Team Old School Garage: ai due austriaci è andata infatti la vittoria di questa seconda edizione del Rainforest Challenge South Europe – categoria Proto – svoltasi in terra friulana dal 26 al 28 maggio.
Fra i Preparati il podio lo ha invece conquistato il bielorusso Siarhei Vartanian, navigato da Vasili Korabau, su Jeep Wrangler TJ 2.5, già primo classificato alla tappa ucraina RFC Global Series Bukovina 2016. Organizzata dal sodalizio sportivo FLS 4x4, con Patrick Silvestri, la manche italiana del Rainforest Challenge ha visto ai nastri di partenza 16 equipaggi provenienti da 6 paesi: oltre all’Italia anche Austria, Belgio, Francia, Slovenia e Bielorussia sono state protagoniste di tre giorni a tutto off-road. Una gara avvincente e ricca di emozioni sino all’ultimo metro dove, assieme a performance e affidabilità dei mezzi e a abilità di guida sui terreni più impervi, ha vinto quella sportività che da sempre caratterizza la sfida motoristica erede per eccellenza del celebre Camel Trophy. A dare inizio alla sfida venerdì 26, dopo le verifiche tecniche e amministrative, è stato il tanto atteso prologo, con partenza degli equipaggi a gruppi di tre: per loro, il fettucciato allestito su un terreno naturale messo a disposizione dall’azienda Feresin di Cormons, nei pressi di Gorizia. Twist, passaggi su tronchi, salto di un fossato e woops nella migliore tradizione Ultra4 hanno visto i team affrontarsi agguerriti più che mai.
Fra lo schieramento dei Proto il primo piazzamento è andato a Patrick Schoffmann e Martin Glanzer (Austria) su Jeep 5.7 V8 che hanno conquistato i mille punti a disposizione posizionandosi davanti agli italiani Alessandro Guidoni e Sergio Moccia del Team SRM4x4 (900 pt.), campioni in carica RFC South Europe 2016, e a Andrea Giaccaglia/Patrizio Pelliccioni su Toyota 4.2 TD (750 pt). A completare la top five ancora gli italiani del Team Cardio Racing – Francesco Fraioli e Tony Pipini – e i belga Axel Burmann e Tom Olieslagers, autori di uno strepitoso passaggio proprio sulle woops. Nei Preparati il prologo se l’è aggiudicato il team bielorusso Chpokers con Vartanian e Korabau, intenzionati da subito a dare battaglia agli avversari: anche per loro mille punti previsti per il vincitore di categoria del prologo; secondo posto invece per Steven Giusti e Mirko Alba, su Suzuki 1.3, portacolori del Team Evolution 4x4, davanti all’equipaggio italiano del Team Maua formato da Cristian Tappo e dal co-driver Marco Bugnone alla loro prima esperienza in una gara extreme.
Alla presenza del “patron” del Rainforest Challenge, Luis J.A. Wee (“percorso molto ben strutturato, buon numero di partecipanti e ambiente accogliente e ospitale” ha dichiarato soddisfatto), la gara è entrata nel vivo con l’ingresso di un altro team, X-Iron su Jeep Proto con Eibensteiner/Deutschmann che non avendo preso parte al prologo si sono però visti assegnare, come da regolamento, una penalità di 120 punti. Da anni protagonisti delle più importanti competizioni di fuoristrada estremo europeo, i due austriaci non si sono affatto arresi scalando anzi egregiamente la classifica delle varie prove speciali sino a conquistare quello che sarà il loro piazzamento finale: la medaglia d’argento. In pista dalle prime ore del sabato mattina in base ai punteggi ottenuti nel prologo, che ha così decretato l’ordine ufficiale di partenza, gli equipaggi hanno affrontato i tre tracciati di gara, tutti ambientati nel bosco, nei terreni dell’azienda Perusini di Corno di Rosazzo, in provincia di Udine. A mettere alla prova piloti e navigatori sono stati percorsi lunghi 1 chilometro da affrontare più volte possibile entro un tempo massimo di 3 ore ciascuno. Proto e Preparati hanno gareggiato su tipologie di terreni di ogni genere: tratti di rock crawling con fango che ha reso ancora più insidiosi i passaggi in risalita, laterali e pendenze al limite del ribaltamento e fangaie insidiose che hanno messo a dura prova gli pneumatici dei 4x4 per via delle rocce presenti ma non visibili. In questa edizione del South Europe non sono mancati neppure attraversamenti di guadi e di canyon immersi nella vegetazione più fitta oltre a discese estreme impossibili da effettuarsi se non appesi al cavo del verricello posteriore.
Sfortunata la partecipazione alla manche friulana RFC per alcuni team costretti ad abbandonare in anticipo la gara a iniziare dal Team Schoffmann (primo nel prologo) che per via di noie meccaniche al suo Hemi 6.1 V8 non ha potuto accedere alla prova 1 così come il Land Rover TD5 2.5 dei francesi Oliver Roche e Romain Porchere; sorte ben poco diversa purtroppo per Guidoni e Moccia che con il loro 5.3 Vortec V8 non sono riusciti a terminare e vedersi convalidata l’admission stage 1. Dopo aver effettuato un tentativo di ripristino al loro mezzo e aver concluso la prova 2 hanno però dovuto rinunciare a quella successiva con relativa prova di ammissione, abbandonando così ogni velleità di bissare l’importante successo ottenuto la passata edizione. A queste prime defezioni di team partecipanti hanno risposto determinazione e grinta di altri equipaggi che si sono affrontati senza risparmiare performance del motore e abilità tecniche. Ottima la gara per Burmann/Olieslagers su Hemi 6.4 V8 giunti terzi assoluti fra i prototipi davanti al Donkey Garage con Erik Spacapan alla guida di un GM LS1 5.7 V8: protagonista, suo malgrado, di uno spettacolare ribaltamento fra le rocce, il pilota sloveno navigato da Dean Mervic si è rivelato una delle sorprese più interessanti di questa manche italiana del calendario Global Series 2017. Due forature quasi consecutive hanno invece attardato gli italiani Alessio Marchiori e Moreno Segat del Team Omega che nonostante tutto non si sono arresi dando filo da torcere ai proto avversari: purtroppo la rottura del winch anteriore lungo il canyon nell’ultima prova della domenica ha fatto perdere loro tempo prezioso portandoli così ad occupare il 5° piazzamento nella graduatoria finale.
Sesti assoluti Giaccaglia e Pelliccioni che con il loro Toyota 4.2 TD 6L hanno affrontato con grande audacia, e fra gli applausi del pubblico, laterali e contropendenze da brividi. Premio speciale alla sportività (oltre al settimo nella generale Proto) per i francesi del Team Aventure Girousse: a Benoit Bonnefoi e Gilles Girousse, su Land Rover 2.5 cc. è stato infatti consegnato in premio un cavo tessile (offerto dalla RM Custom di Romeo Manzan) per essersi distinti in più occasioni nel prestare aiuto ad altri equipaggi in gara. Ottavo posto infine per la Jeep 5.9 V8 di Fraioli e Pipini. Bagarre e emozioni a non finire per la conquista del gradino più alto del podio con un’eccellente rimonta del Team X-Iron che, conquistando il massimo punteggio nella stage 2 e 3, ha sapientemente colmato la penalità acquisita per la mancata partecipazione al prologo piazzandosi secondo nella generale. Campioni 2017 nei Proto, dopo una gara perfetta sotto tutti i punti di vista, sono così risultati gli agguerriti austriaci Wulz e Marcel che hanno portato il loro GM LS1 5.7 V8 in vetta alla classifica di questa manche friulana.
Nonostante non vi siano stati colpi di scena così clamorosi nelle fila dei Preparati (la classifica del prologo è rimasta pressoché invariata per l’intera durata della gara), anche gli equipaggi iscritti a questo gruppo hanno dimostrato grinta da vendere affrontando i tracciati allestiti con grande competenza dallo staff FLS 4x4: i bielorussi del team Chpokers hanno conquistato il prologo e le prove 2 e 3 mentre il Team Evolution 4x4 la stage 1 raggiungendo il traguardo finale con un punteggio totale di 5600 che li ha posizionati sul secondo gradino del podio. I duecento punti di differenza (5800) di Vartanian e Korabau sono così valsi ai due simpatici off-roaders la vittoria assoluta. Terzi con un distacco consistente, dovuto alla mancanza di punteggio per l’admission stage 1 e la prova 2, Tappo e Bugnone al traguardo sul loro Discovery 2.5 TDI con 2700 punti.
Classifica RFC South Europe categoria PROTO 1. Team Old School Garage (Christian Wulz-Koban Marcel) – GM LS1 5.7 V8 - 4750 pt. 2. X-Iron (Johann Eibensteiner-Harald Deutschmann) – HEMI 6.1 V8 - 4280 pt. 3. Team Offroad Terror (Axel Burmann-Tom Olieslagers) – HEMI 6.4 V8 - 4000 pt. 4. Donkey Garage (Erik Spacapan-Dean Mervic) – GM LS1 5.7 V8 - 2670 pt. 5. Team Omega (Alessio Marchiori-Moreno Segat) – JEEP 4.0 - 2485 pt. 6. Team SRM Garage (Andrea Giaccaglia-Patrizio Pelliccioni) – TOYOTA 4.2 TD 6L - 2385 pt. 7. Team Aventure Girousse (Benoit Bonnefoi-Gilles Girousse) – LAND ROVER 2.5 - 1785 pt. 8. Team Cardio Racing (Francesco Fraioli-Tony Pipini) – JEEP 5.9 V8 - 1275 pt. 9. Team SRM4x4 (Alessandro Guidoni-Sergio Moccia) – GM 5.3 VORTEC V8 - 1200 pt. 10. Team Schoffmann (Patrick Schoffmann-Martin Glanzer) – JEEP 5.7 V8 - 1000 pt. 11. Team Construmental 4x4 (Oliver Roche-Romain Porchere) – LAND ROVER TD5 2.5 -105 pt.
Classifica RFC South Europe categoria PREPARATI 1. Team Chpokers (Siarhei Vartanian-Vasili Korabau) – JEEP TJ 2.5 -5800 pt. 2. Team Evolution 4x4 (Steven Giusti-Mirko Alba) – SUZUKI 1.3 - 5600 pt. 3. Team Maua (Cristian Tappo-Marco Bugnone) – LAND ROVER 2.5 TDI - 2700 pt. 4. Team 4x4 M.T.C.M. (Roni Ferro-Paolo Cernivani) – SUZUKI 1.3 - 2100 pt. 5. Team 4x4 Mafia (Max Faggiani-Jan Furlan) – SUZUKI 1.6 - 1800 pt.
Foto Gianna Vardanega
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