"Tre diversi modi di intendere il "mestiere" del cantautore oggi a confronto, il prossimo 15 febbraio, sul palco del Fanfulla. Tre musicisti che cercano di alzare, ognuno a suo modo, l'asticella senza star troppo a preoccuparsi delle ormai desuete linee di demarcazione tra indie e mainstream.
A Edoardo Calcutta e al suo stile sghembo e (solo apparentemente) elementare il compito di aprire le danze. Alfiere di un lo-fi con fragili screziature psichedeliche, il giovane cantautore di Latina riesce nella non facile impresa di far convivere Syd Barrett e Bugo.
Il suo disco d'esordio "Forse...", uscito nel 2012 su etichetta Geograph Record, ne è la chiara e piena dimostrazione. A seguire, il ritorno live di Babalot - in qualche modo il padrino sia di Calcutta che di Truppi - se non in termini anagrafici di certo come longevità artistica. Lontano dalle scene ormai dal 2011, anno di uscita del suo ultimo disco , Sebastiano Pupillo in arte Babalot torna a rivendicare un posto di primo piano tra le leve del cantautorato italico. Le sue filastrocche - che in molti all'esordio ricondussero al modello di Rino Gaetano - si sono arricchite negli anni di discrete ma connotanti dosi di elettronica, perfette per incorniciare i suoi geniali calembour linguistici. E chissà che, per l'occasione, Babalot non suoni in anteprima qualche brano del suo atteso ed imminente comeback discografico. Finale col botto assicurato, a quasi un anno ormai dalla pubblicazione de "Il mondo è come te lo metti in testa", con Giovanni Truppi da Napoli. La sua declinazione del cantautorato, fatta di rabbia e ironia ugualmente ripartite, è sì memore dell'irripetibile stagione degli anni 70 in Italia, ma tiene anche conto di come chi oggi ha 30 anni sia cresciuto alternando Guccini a massicce dosi di punk e, nelle canzoni di Truppi, questa sorta di schizofrenia risulta non solo evidente, ma acquista un suo equilibrio."
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