Nonostante sia stato tracciato dalla stessa mano che ha disegnato il Circuito di Istanbul in Turchia, Shanghai presenta caratteristiche diverse, che lo avvicinano piuttosto ad un’altra creatura di Herman Tilke, il circuito di Sepang. Combinando lunghi rettilinei e violenti punti di frenata ad una serie di curve lente e difficili, la messa a punto deve essere ancora una volta un compromesso, mentre la vera incognita del fine settimana sarà il tempo. L’anno scorso era stato molto variabile, a parte la pioggia di domenica, il caldo umido precedente aveva reso assolutamente imprevedibili le condizioni di aderenza fino a venerdì mattina.
“Sotto certi aspetti Shanghai è simile alla Turchia, sotto altri è molto diverso,” spiega Robert Gronlund, il tecnico delle sospensioni Ohlins di Colin Edwards. “Per esempio, non è filante come Istanbul ma offre un mix di curve e di bruschi punti di frenata, quindi la chiave per la messa a punto è ancora una volta il compromesso - specialmente per quanto riguarda le sospensioni. La moto deve girare bene nelle curve lente perché, come accadeva nella parte finale del circuito turco, lì si può perdere parecchio.
“Il fatto è che a Shanghai siamo andati una volta soltanto e anche quella volta un po’ è stato asciutto un po’ è piovuto, quindi abbiamo poche informazioni utili. In realtà però questo non ci crea preoccupazione perché nei test in Turchia abbiamo fatto un passo in avanti importante. Abbiamo ridotto le vibrazioni che avevamo sofferto a Jerez e in Qatar e abbiamo trovato una soluzione alle difficoltà incontrate a Istanbul, riuscendo a rendere la moto più guidabile ad un livello generale. Molto dipenderà dalle condizioni di aderenza di Shanghai e, anche se certamente non sarà facile, siamo pronti e ansiosi di cominciare”
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