The Eye, nelle sale italiane dal 4 aprile

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Sydney Wells (JESSICA ALBA) è una concertista suonatrice di violino famosa a Los Angeles. Intelligente, molto dotata, e fortemente indipendente; è cieca, il risultato di una tragedia occorsale durante l’infanzia.
The Eye
Quando la storia comincia, Sydney si sta per sottoporre ad un doppio trapianto di cornea che le ridarà la vista dopo più di due decenni di cecità. Dopo l’intervento, il neurologo Dr. Paul Faulkner (ALESSANDRO NIVOLA) è incaricato di aiutare Sydney ad affrontare il difficoltoso adattamento che seguirà al riacquistare la vista e a dare un senso a ciò che comincia a vedere.

Con il supporto della sorella maggiore, Helen, (PARKER POSEY), il mondo di Sydney lentamente comincia a venire messo a fuoco.

Ma la felicità di Sydney ha vita breve. Inspiegabili, strane e spaventose immagini iniziano a perseguitarla. Sono un temporaneo risultato dell’intervento chirurgico? Sono causati dalla mente di Sydney che si sta abituando a vedere? Sono prodotti della sua immaginazione? O sono qualcosa di orribilmente peggiore? Quando la famiglia e gli amici di Sydney cominciano a dubitare della sua salute mentale, Sydney presto si convince che i suoi nuovi occhi le hanno in qualche modo aperto la porta di un terrificante mondo che solo lei può vedere.

Prodotto da Lionsgate e Paramount Vantage, THE EYE è un supernatural thriller inquietante, che ti scuote fin nelle ossa, che sonda i confini della percezione e della realtà.

Diretto da David Moreau e Xavier Palud, il team che ha diretto il film di suspense francese di successo internazionale ILS (THEM), THE EYE può vantare Jessica Alba, Alessandro Nivola, Parker Posey e Rade Serbedzija. THE EYE è prodotto da Paula Wagner, Don Granger e Michelle Manning con Mike Elliott, Peter Chan, Roy Lee, Doug Davison, Michael Paseornek, Peter Block, Tom Ortenberg e Darren Miller come produttori esecutivi.

LA PRODUZIONE

Come giudichiamo ciò che è reale? Ci possiamo fidare dei nostri occhi senza essere tratti in inganno, affinché ci mostrino le cose come effettivamente sono? Come sappiamo che ciò che stiamo vedendo è davvero lì davanti a noi? Più di 30.000 americani vengono sottoposti a trapianti di cornea ogni anno, e questa sta velocemente diventando una procedura comune. Ma cosa può accadere se qualcosa di imprevisto succede? THE EYE ritrae gli eventi terrificanti che coinvolgono una giovane donna, Sydney Wells, che si sottopone ad un intervento di questo genere; presto però scopre che i suoi nuovi occhi portano con loro molto più di quanto lei si potesse aspettare.

Sydney Wells, la protagonista di THE EYE, non è la tipica eroina di un film. Cieca da entrambi gli occhi in seguito ad un incidente accaduto durante l’infanzia, è bella, sicura e, nonostante il suo handicap, è riuscita a costruirsi una vita felice e ricca di soddisfazioni, come violinista di successo a Los Angeles.
Spinta da sua sorella, Sydney sceglie di sottoporsi ad un doppio trapianto di cornea, nella speranza di riacquistare la vista. L’intervento che le cambierà la vita la catapulta in un’odissea da incubo, che sfida le più fondamentali nozioni di salute mentale, identità e percezione. Sta sperimentando i fenomeni della memoria cellulare, o sta succedendo qualcosa di molto peggiore, che supera i limiti dell’immaginazione? Per Jessica Alba, la splendida stella di successi come SIN CITY e I FANTASTICI QUATTRO, affrontare il ruolo di Sydney, è stata un’opportunità unica ed eccitante per mettersi alla prova come attrice e per tramutarsi in un personaggio ricco, multisfaccettato.
“Sydney è un ruolo che rappresenta una sfida, e che ha richiesto molta preparazione” dice la Alba. “Stavo proprio cercando il giusto film thriller/horror da interpretare, ma la maggior parte di essi sono pesanti, farciti di gore fine a se stesso e volgari. Ma THE EYE è molto di classe, elegante e ben scritto, e Sydney è una persona unica, interessante. Il suo viaggio, il processo per riguadagnare la vista e tutto ciò che successivamente deve affrontare, mi ha molto intrigato”.

The Eye

Prodotto da Lionsgate e Paramount Vantage, THE EYE è basato sul film horror asiatico che porta lo stesso nome, scritto da Jo Jo Yuet-chun Hui, Oxide Pang e Danny Pang e diretto dal duo di registi cinese Danny Pang e Oxide Pang. Il film, che è stato un successo a livello internazionale, ha catturato l’attenzione della C/W Productions, che comprò i diritti per un remake Americano.
“I grandi film hanno al loro centro dei personaggi che cercano di raggiungere qualcosa a livello fisico o emozionale” spiega Paula Wagner. “Sydney, il personaggio di Alba, supera la sua disabilità fisica” continua la Wagner, “e sottoponendosi ad un trapianto di cornea impara che deve riscoprire chi è, qual è il suo posto nel mondo, e che deve far fronte ai cambiamenti emotivi che tutto questo comporta”.

Il produttore esecutivo Michael Paseornek commenta, “Il film asiatico originale è uno dei prediletti tra i critici e i fans dell’horror. Siamo eccitati al pensiero di reinventare questo brillante thriller con Jessica – il nostro secondo film in un anno con lei – così come con la produttrice, molto rispettata e creativa, Paula Wagner, e il suo team alla C/W. I nostri registi Xavier e David ci daranno quello che siamo sicuri sarà un thriller che vi farà sobbalzare sulle sedie”.
Nello sviluppo della sceneggiatura, il produttore della C/W Don Granger, ha lavorato a stretto contatto con lo sceneggiatore Sebastian Gutierrez, dicendo che “c’è una sottile linea quando si re-interpreta un film che ha già guadagnato il successo internazionale. È una sfida costante migliorare rispetto alla fonte originale e mantenere l’integrità della storia”.
Mentre THE EYE è messo in moto da elementi soprannaturali, la trama del film ruota attorno ad un reale fenomeno scientifico conosciuto come cellular memory. Il produttore esecutivo Darren Miller spiega, “per le persone che si sottopongono a trapianti d’organi è normale assumere atteggiamenti tipici dell’individuo dal quale hanno ricevuto gli organi”.
Wagner aggiunge, “alcuni potrebbero ricevere un organo da un fumatore, e di conseguenza, avvertono improvvisamente uno strano desiderio di fumare.
O si trovano stranamente attratti da alcuni sport, e solo successivamente scoprono che il loro donatore era un appassionato di sport. Sicuramente THE EYE è finzione, ma esplora fenomeni realmente esistenti e li trascina nel soprannaturale”.
Alla ricerca di un regista per il progetto, i produttori si sono avvicinati al duo di registi francesi David Moreau e Xavier Palud, che si erano conquistati la ribalta a livello internazionale per ILS (THEM), un thriller teso, scritto e diretto a quattro mani, che raccontava la storia di una giovane coppia che è terrorizzata da forze invisibili nella campagna francese.
Tra i molti progetti di horror che successivamente sono stati offerti a Moreau e Palud, THE EYE è stato il loro preferito. “Quello che ci piaceva era che potevamo veramente lavorare su ciò che non ovviamente era soprannaturale” spiega Moreau. “C’erano grandi opportunità di giocare con le menti degli spettatori, per mostrare loro cose che non è possibile stabilire se sono vere oppure no”.
Moreau e Palud erano decisi a mantenere l’ambiguità riguardo la salute mentale di Sydney. Sydney è convinta che le visioni oscure e terrificanti che vede in seguito alla sua operazione siano reali, ma il suo medico e sua sorella non possono non concludere che sta vivendo un crollo psicologico.
Dice la Alba, “Questa storia fa paura in un modo diverso, perché il pubblico non è mai sicuro se il mio personaggio sta veramente vedendo quelle cose o se semplicemente sta perdendo la testa. Stare sul confine permette al pubblico di mettersi veramente nei panni di Sydney”.
“Penso che sia ciò che non viene visto che è sempre più spaventoso”, aggiunge Moreau. “Si tratta di trovare l’equilibrio giusto tra il mostrare e il non mostrare, e lasciare usare al pubblico la propria immaginazione”.
I registi francesi ricordano chiaramente la prima volta in cui incontrarono la Alba. “Entrò nella stanza e rimanemmo entrambi così impressionati dai suoi occhi,” dice Moreau. “Fisicamente, era esattamente come ci eravamo immaginati Sydney”. Sul set, i registi erano emozionati dal talento e dalla preparazione della Alba. “Ogni giorno sul set, ci sorprendeva con il suo impegno nell’interpretare il personaggio”, ricorda Moreau. “Era sempre sulla nostra stessa lunghezza d’onda”.

The Eye

Messa di fronte allo scoraggiante compito di convincere il pubblico che Sydney è sia cieca che una virtuosa del violino, la Alba ha cominciato a prepararsi per il suo ruolo quattro mesi prima dell’inizio delle riprese. “Il fatto che io stessi interpretando una violinista classica non è il perché della mia decisione di fare il film” ride la Alba. “Era decisamente una cosa interessante quella che dovevo affrontare”. Aggiunge Wagner, “Jessica Alba è un’attrice molto dotata che si dedica al ruolo e mantiene quell’impegno lungo tutto il processo con grande integrità”.
“È una professionista consumata e recita il personaggio in modo sottile, con grazia ed autenticità, e ci ha regalato davvero una performance impressionante”.
La sceneggiatura necessitava che Sydney recitasse diverse scene nelle quali le sue capacità al violino dovevano essere mostrate in scena. I registi erano risoluti nel mostrare Jessica mentre suonava davvero il violino, invece che mimare le esibizioni musicali. “Ho cominciato a prendere lezioni di violino mentre stavo girando il secondo film de I FANTASTICI QUATTRO” dice la Alba. “Mi sono dovuta allenare per mesi per imparare come tenere in mano l’archetto e il violino in modo corretto e questa è solo la metà della battaglia. Suono complicati brani classici nel film, così ho dovuto imparare come suonare davvero le note”.
“Il violino è uno degli strumenti più difficili da suonare” aggiunge Moreau, che ha un background musicale e suona il piano. “Ogni violinista vi dirà che se smetti di praticare per due giorni, devi lavorare giorni interi per ritrovare la confidenza con lo strumento. Fortunatamente per noi, Jessica è stata una studentessa molto brava”.
Allo stesso modo per la Alba è stata una sfida interpretare una donna cieca. Ha vissuto diverso tempo alla New Mexico Commission per i Ciechi (NMCB), e ha ricevuto una addestramento sotto la supervisione di un istruttore certificato per l’orientamento e la mobilità. Greg Trapp, il direttore esecutivo della NMCB, spiega, “Ha svolto il programma semplicemente come potrebbe farlo chiunque altro avesse perso la vista. Lo staff l’ha aiutata a guadagnare la sicurezza necessaria per interpretare una persona cieca in modo convincente, il che è una parte essenziale del personaggio”.
Rimasto impressionato dalla sceneggiatura e dal personaggio di Sydney Wells, Trapp e il suo staff hanno svolto la funzione di consulenti per molti dettagli concernenti la cecità di Sydney e hanno inoltre fatto molte proposte, come quella di uno strumento Braille e un dispositivo per appunti, oggetti comunemente presenti nella casa di una persona cieca. Trapp e il suo staff in particolare hanno apprezzato il ritratto onesto che la produzione ha fatto di una donna cieca. Spiega Trapp, “Quello che abbiamo amato di Sydney è il fatto che è un individuo competente, capace, articolato – normale a tutti gli effetti, a cui semplicemente capita di essere cieco”.
La Alba è stata particolarmente ispirata dal periodo passato con una giovane donna musicista cieca fin dall’infanzia. “Sono stata in giro con lei e ho cercato di capire come si relaziona alla gente, come si muove per il mondo, cammina per la strada, si immagina i suoi scenari, e si muove con un discreto agio”. Questa esperienza, ammette la Alba, “ha corretto molte idee sbagliate che avevo riguardo l’essere cieco. Molte persone, me inclusa, sono ignoranti riguardo ciò che davvero significa essere ciechi” dice. “Avevo un sacco di preconcetti su come sarebbe stato, e questa donna ha buttato tutto questo fuori dalla finestra. Lei convive con persone che ci vedono, compete con persone vedenti per il lavoro, e ce la fa”.
“Sydney è un personaggio molto, molto forte, e volevamo che il pubblico vedesse e sentisse questo nel film” aggiunge Moreau. “Non avremmo mai voluto ritrarla come una persona debole o bisognosa di aiuto. Jessica si è allenata molto duramente per renderla il più vera e umana possibile”.

Per il ruolo del Dr. Paul Faulkner, uno specialista in neurologia che aiuta Sydney con la sua transizione nel mondo dei vedenti, i registi si sono indirizzati verso Alessandro Nivola (FACE/OFF, LAUREL CANYON- DRITTO IN FONDO AL CUORE, JUNEBUG). “Il Dr. Faulkner resta molto implicato nel caso perché la condizione di Sydney è altamente inusuale”, dice Nivola. “É una persona molto orientata alla scienza, totalmente scettica riguardo l’esistenza di qualsiasi tipo di realtà soprannaturale, così supporta davvero la possibilità che si tratti semplicemente di un fenomeno psicologico che lei sta sperimentando”.
Nivola, che è un fan del primo film di Moreau e Palud, era eccitato dallo sforzo di realismo che i registi hanno effettuato per THE EYE. “In questi film dove l’obiettivo primario è spaventare il pubblico, è davvero un valore aggiunto se riesci a create una relazione reale tra i personaggi al top del fattore brivido”, dice.
“Potremmo parlare in tono entusiastico di Alessandro per ore” riporta Moreau. “Come per Jessica, il primo amore di Alessandro è stata la sceneggiatura. Ha davvero lavorato molto per trasformare ciò che era un tipico dottore in un personaggio davvero originale e brillante. Se ne è uscito con un sacco di idee che hanno aggiunto profondità al ruolo”.
Wagner aggiunge, “Alessandro apporta uno straordinario fascino da ragazzo a ciò che diversamente sarebbe un ruolo serio. Senti proprio che è diventato il suo personaggio”.
Come Alba, Nivola ha speso settimane facendo ricerche, avvicinandosi alla psicologia neurologica e ai dettagli della sua professione sullo schermo. “Il periodo di ricerca di un film probabilmente è sempre stato per me la parte più eccitante del processo”, ammette Nivola.
“Avere la possibilità di interpretare persone che hanno una conoscenza approfondita di certi settori, dei quali io invece non so nulla, mi è sempre sembrata un’opportunità per educarmi riguardo qualcosa o per fare un’esperienza che non avrei mai fatto altrimenti”.
“La cosa che più mi ha affascinato” continua, “erano i test neuro-cognitivi che vengono sottoposti alle persone quando per la prima volta manifestano dei disturbi. Sono molto esotici, eccentrici e strani. I medici erano molto riluttanti a svelare cosa fossero questi test, perché rischiavano di rovinarli completamente per le persone nel futuro”.
Oltre che dal dottor Faulkner, Sydney trova supporto in sua sorella, Helen, che nel film ha il volto di Parker Posey (LA VITA È SOGNO, CAMPIONI DI RAZZA, SUPERMAN RETURNS). Helen si sente responsabile per l’incidente che da bambina ha privato Sydney della vista, e di conseguenza è profondamente coinvolta nell’operazione e nella guarigione della sorella. “C’è qualcosa di triste in Helen”, ammette Parker Posey. “Helen ha vissuto tutta la vita con il senso di colpa. Avrebbe sempre voluto cambiare il destino di sua sorella, e quando finalmente ci riesce, le cose addirittura peggiorano e il suo senso di colpa diventa più forte di sempre”.

“Parker ha destrezza con il personaggio”, dice Wagner. “In un film come THE EYE, vuoi dipingere i personaggi con profondità, e non hai sempre molto tempo sullo schermo per farlo, così è sempre una benedizione avere un’attrice come Parker all’interno del tuo film”.

Parker è rimasta allo stesso modo impressionata da Moreau e Palud sul set. Dice “Hanno quella grande passione e eccitazione. Molti registi americani sono un po’ “trattenuti”. Ma Xavier e David hanno queste incredibili idee e ottengono quello che vogliono. Li rispetto davvero molto”.

Nonostante THE EYE abbia luogo a Los Angeles e in Messico, al fine di massimizzare il tempo e le risorse, la produzione iniziò ad Albuquerque, New Mexico. Con un breve programma e un volenteroso cast artistico, che include lo scenografo di grande esperienza

James Spencer, che è responsabile del look di film classici come ROCKY e POLTERGEIST, e il direttore della fotografia Jeffrey Jur, ASC, il film è stato girato in uno stabilimento di semi conduttori abbandonato convertito in soundstage e in dieci location, incluse l’Old Santa Fe Railyard, downtown Albuquerque, l’Albuquerque National Dragway e Isleta Pueblo. La produzione si è poi spostata a Los Angeles, girando a downtown e alla UCLA Royce Hall, tra le altre location. Nel creare l’appartamento di Sydney, è stato un elemento fondamentale per James Spencer indagare come un cieco potrebbe vivere, e anche collaborare con i registi per creare un’ambientazione di paura. Aggiunge James Spencer “Durante la pre-produzione, Greg Trapp e sua moglie, che sono ciechi, hanno ospitato quindici di noi a casa loro per cena, per mostrarci quanto normalmente vivono le persone non vedenti. Sono tranquillamente come te o me, e questa cosa ha reso il creare l’appartamento di Sydney anche più interessante, perché si trattava di trovare delle sottili differenze e poi di cercare un modo per renderlo pauroso…I vestiboli dell’edificio del suo appartamento sono fatti in modo che il pubblico non possa vedere cosa c’è proprio dietro l’angolo, giocando con l’idea che ciò che è sconosciuto è semplicemente pauroso allo stesso modo, se non di più, di ciò che è conosciuto”. Nel creare il mondo visivo di Sydney Wells, Jeffrey Jur ha lavorato a stretto contatto con i registi, nel tentativo di assicurarsi quale fosse il loro punto di vista. Attraverso una combinazione di tecniche d’illuminazione e lenti, Jur è stato capace di permettere al pubblico di vedere attraverso gli occhi del nostro personaggio principale, così come di stabilire il tono del film, mantenendo questa sensazione che Sydney è costantemente avvolta dal buio.

Ad aiutare Moreau e Palud nel facilitare il look dell’irreale, c’erano gli artisti del make-up Matthew Mungle (BEOWULF, SPIDERMAN 3, X-MEN: CONFLITTO FINALE), Richard Redlefsen (INDIANA JONES E IL REGNO DEL TESCHIO DI CRISTALLO, PIRATI DEI CARAIBI, UNDERWORLD) e il team dell’Asylum Visual Effects (DÉJÀ VU, THE ISLAND, IL MISTERO DEI TEMPLARI). Nel creare gli elementi del soprannaturale, era importante aderire alla sottigliezza della storia e giocare con l’idea del mettere in discussione la propria salute mentale. Ciò ha creato un equilibrio delicato tra gli effetti pratici del make-up e gli effetti speciali visivi, che sono poi stati aggiunti in post-produzione. Lavorando con Asylum e Mungle, era importante per i registi che gli effetti potenziassero il mondo dei personaggi, ma che non li distogliessero dal conflitto interno e mentale che stanno attraversando.

Ad aggiungere i tocchi finali al film, che è largamente fondato sul mondo visivo e sul potere della percezione individuale, intervengono la colonna sonora di Marco Beltrami (QUEL TRENO PER YUMA, DIE HARD, VIVERO O MORIRE, OMEN, IL PRESAGIO) e il Sound Design del tre volte vincitore dell’Oscar Mike Minkler (DREAMGIRLS, CHICAGO, BLACK HAWK DOWN). La colonna sonora di Beltrami è una componente fondamentale nel riflettere lo stato sia mentale che emozionale dei personaggi. Il produttore Michelle Manning aggiunge, “Quando pensi a come Sydney Wells percepisce il mondo prima del suo intervento, è attraverso il paesaggio del suono. Senza vista, i suoi altri sensi devono compensare, così attraverso il corso del film, è importante dare al pubblico la stessa modalità di percezione, aggiustando la musica e i livelli degli effetti di suono, per attirare l’attenzione sui dettagli che Sydney sente, e l’orecchio normale non può sentire”.

I registi pensano di aver creato una visione sia reale che surreale, attraverso un’attenta cura del personaggio e del racconto, offrendo però anche un buon numero di grandi spaventi. Spiega Wagner, “Penso che THE EYE sia d’impatto perché ha elementi che sono attrattivi sia per i fans del genere horror tradizionale che per coloro che amano i thriller base. Ha alcuni momenti di terrore puro, che sono davvero spaventosi, ma ad un altro livello ha un alone di mistero che sta con te fino a quando lasci la sala, perché fino alla fine non sei mai sicuro di cosa sia reale e di cosa no. È davvero terrificante pensare che questa storia sia basata su un fenomeno realmente esistente e che potrebbe succedere a chiunque tra il pubblico”.

Per Moreau e Palud, tutti gli elementi di THE EYE, dalle interpretazioni alla colonna sonora agli effetti visivi, sono stati sovrapposti per fondersi e costruire le scene finali, di brividi ripetuti, portando il pubblico a saltare sulle sedie. I momenti finali del film veicolano un significato e una comprensione del viaggio di questa giovane donna nella bocca della follia, e il suo ritorno. “Penso che le persone entreranno in sala con un’idea di ciò che potrebbe essere il film, e usciranno colpite il modo diverso” aggiunge la Alba. “Questo film è molto più ricco di ciò che potrebbe sembrare in superficie, e spero che la gente si sentirà più connessa al film di quanto si aspetti”.

Nelle sale italiane venerdì 4 aprile

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