Ultima tappa dei Perturbazione su Alice

Ultima tappa dei Perturbazione su Alice

Dopo i primi tre appuntamenti su “Alice Tutta Un’Altra Musica”, i Perturbazione si preparano al quarto e ultimo appuntamento, online da oggi, dedicato a...

Dopo i primi tre appuntamenti su “Alice Tutta Un’Altra Musica”, i Perturbazione si preparano al quarto e ultimo appuntamento, online da oggi, dedicato a Le città viste dal basso, l’innovativo spettacolo che racconta le città attraverso indimenticabili sinergie tra canzone d’autore e letteratura. A cominciare da lunedì 22 Settembre, per quattro settimane consecutive, sono disponibili sul portale i video-racconti del tour che la band ha portato in giro per l’Italia nel corso di questi ultimi anni con la collaborazione dei migliori artisti della scena musicale italiana alternativa, fra cui Manuel Agnelli degli Afterhours, Simone Lenzi dei Virginiana Miller, Syria, Mauro Ermanno Giovanardi, Francesco Bianconi dei Baustelle, Offlaga Disco Pax, Remo Remotti, Meg, Cristiano Godano dei Marlene Kunz, ed Emidio Clementi. In particolare, il viaggio dei Perturbazione termina ripartendo da Milano. La MILANO “zucchero e catrame” di Lucio Dalla nell’intensa interpretazione di Tommaso Cerasuolo (voce della band), la stessa Milano che “non è la verità” per L’inutilità della puntualità cantata da Manuel Agnelli (Afterhours), la città che ha un senso in Natale a Milano nel suono della calda voce di Mauro Ermanno Giovanardi e nell’atmosfera della “zingara di brera” e delle “tovaglie dei Navigli” di Un romantico a Milano di Francesco Bianconi (Baustelle). Questo quarto e ultimo appuntamento con Le città viste dal basso si chiude con un’inedita perla: Walk on the wilde side, il capolavoro di Lou Reed, interpretata da Meg, Cristiano Godano, Simone Lenzi, Paolo Beraldo, Mauro Ermanno Giovanardi, Remo Remotti e ovviamente i Perturbazione, tutti insieme sul palco per la fine di questo viaggio.

“Con Le città viste dal basso vogliamo descrivere le città italiane attraverso le canzoni a loro dedicate negli ultimi 30, 40, 50 anni. Non ascolterete Italo Calvino e Le Città invisibili perché probabilmente quello è il modello di riferimento e sceglierne una sola era impossibile senza dimenticare tutte le altre. E allora cerchiamo di scrivere le nostre Città Invisibili, quindi sono città dello spirito…ci sembra un compito veramente arduo, insomma alto […] “No, non ce la facciamo” questo è stato il nostro primo pensiero, tipico di un Torinese. Poi però ci siamo detti: “ma forse lo possiamo fare divertendoci, facendoci aiutare dagli amici” e allora abbiamo pensato: “perché non chiamare tutte le persone che abbiamo avuto la fortuna di conoscere suonando in giro per l’Italia, così da aiutarci a raccontare le Città?”. Questa, nelle parole di Tommaso Cerasuolo (voce della band), la descrizione del progetto.

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