25/06/2014 : una data che resterà impressa nella memoria di tutti i fan perchè segna il ritorno dell'uomo che ha fatto storia nella musica rock italiana , colui che è stato capace di far appassionare svariate generazioni, annullando i gap e restando sempre al top. Da sempre il Blasko ha abituato i suoi fans a performances live decisamente strabilianti, ma questa volta si è superato...

Photo Credits by Tommaso Fusco
Me lo voglio godere dal prato, una soluzione pericolosa considerando le previsioni metereologiche non proprio clementi, ma Vasco è Vasco e l'adrenalina si respira nell'aria: quella sensazione elettrica comincia dal pomeriggio...l'energia la palpi tra la gente che conserva il piglio rock, che scherza e ride intonando stralci di canzoni e invocando il suo nome...e mi meraviglio ancora guardando gli appassionati, quelli della vecchia guardia, i giovani e i giovanissimi.
E poi arriva lui...testa rasata, giubbotto oro metallizzato (di sapore vintage!meraviglioso), jeans e scarpe rigorosamente da tennis. Un Vasco tutto nuovo, l'uomo dei “Cambia-menti” che regge il palco spavaldo, come un leader ,come sempre. Un concerto che non ti aspetti ma del quale cominci a gustare il sapore squisitamente rock, un rock duro e puro che spiazza e divide, sottolineato dalle acrobazie del batterista degli Evanescence Will Hunt, new entry insieme al chitarrista Vince Pastano.

Una scaletta inaspettata: le hit da juke box come “Sally”,“Siamo solo noi”, “Senza parole” e “Vita spericolata” sono solo nei bis, mentre il leitmotiv del concerto è l'evoluzione musicale del Komandante che lo ha portato ad essere l'uomo che è oggi e a dare nuova linfa ai suoi brani, con un sound heavy oriented. Il concerto si apre con “Gli spari sopra” tra led e giochi di laser e continua, emozionando con “C’è chi dice no” , “Cambia – menti”, “Stupendo”, “Vivere non è facile”, “Dannate nuvole”, “Muoviti” ,“Come stai” ,“Manifesto futurista della nuova umanità”. Autentica sorpresa per i fans, due chicche del passato come “La strega” e “Sballi ravvicinati del terzo tipo” e un medley rock di puro godimento (include “Delusa” e “Asilo republic”). E poi, grande emozione su “Un senso”...l'assolo di Stef mi commuove e mi torna alla mente l'amico Tommaso, l'angelo della chitarra, il talento allo stato puro....La ciliegina sulla torta, il finale imprescindibile, irrinunciabile, immancabile con “Albachiara” e fuochi pirotecnici.

La combriccola è quella di sempre: Stef Burns, alla chitarra, Claudio Golinelli (Il Gallo), al basso, Alberto Rocchetti alle tastiere, Frank Nemola alla tromba, Andrea Innesto (Cucchia) al sax e ai cori , e, unica donna, Clara Moroni, la Ferrari del rock ai cori che esplode in un interlude a lei dedicato.
Un Vasco emozionato nel finale, quando tra il prato i fans sventolano un tappeto di bigliettini che riportano la scritta “Grazie”...mi giro tra il pubblico e, quando i riflettori si spengono sul concerto, noto una bimba di 7 anni a cavalcioni del papà che stringe quel “grazie” guardando il palco vuoto...la nuova generazione di fans in erba.

Un nuovo corso per un Vasco nuovo..ma la storia continua. Da quel 1990 sempre e solo sold out in tutti gli stadi dove “noi portiamo un po’ di gioia” e si condividono emozioni ‘stravissute straviziate’; le ‘sensazioni forti’ che solo Vasco sa dare ..In una grande “festa laica di comunione e liberazione”, come si diverte a definire lui un suo concerto.
L'incanto è finito, si ritorna alla vita vera...al mio ferro da stiro che stringo tra le mani dopo la stanchezza e la gioia di una nottata emozionante...sorrido canticchiando “Ogni volta”, la mia canzone...peccato non fosse in scaletta.
Adelaide Varricchio
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