i parte non lontano dal bivacco e si ripercorre in salita il bel passaggio sabbioso della tappa 1 per raggiungere l’altopiano, su cui però ci rivolgiamo a sud con un CAP 180° pieno. I primi 40 km si sviluppano su una pista ben tracciata, a tratti un po’ insabbiata, mediamente sempre con un CAP tendente a sud. Al km 36,20 si sale sull’altopiano che si percorre, prima seguendo una pista ben visibile, poi, dal km 53 al CP1 (km 161,01) tutto fuoripista a tratti pietroso, sinuoso, ondulato, ma con CAP sempre mediamente in direzione sud. Il CP1 è all’inizio della discesa dall’altopiano verso la strada di Bir Karaouine, prestate molta attenzione in prossimità della grande discesa in quanto la falesia è molto alta e frastagliata e se non seguite rigorosamente le tracce rischiate di imboccarla in modo errato e pericoloso. La discesa poi è un passaggio delicato, che richiede attenzione e prudenza, a tratti in pendenza laterale, il fondo è pietroso e smosso, ma in compenso il panorama è bellissimo: non fatevi distrarre e guidate concentrati! Raggiunto il fondovalle si segue un wadi sinuoso, a tratti sconnesso sino all’incrocio di un primo asfalto, per trovare al km 195 il punto di assistenza e CP2.
Dal CP2 si prosegue in fuoripista su un fondo sabbioso veloce con un CAP 230° circa che diventa 250° ritrovando delle tracce visibili dopo circa 18 km. Qualche tratto pietroso, ma belle dune arrotondate continuando sempre in fuoripista con CAP medio di 250° proseguendo verso il CP3 all’incrocio della strada asfaltata che porta a Dahkla. Negli ultimi 30 km prima di arrivare al CP3, a tratti si ritrova una pista visibile, in altri zone di feshfesh e di pietre, negli ultimi 10 km si costeggiano delle zone coltivate, bisogna fare attenzione. Dal CP3 inizia un lungo tratto (130 km) sconnesso in altri più scorrevole, che ci porterà a contornare sull’altopiano l’oasi di Farafra, fino alla famosa “discesa impossibile” che in realtà tale non è! I primi 40 km sono i più impegnativi: fesh-fesh, pietre, ondulazioni e gradini in discesa spesso poco visibili, bisogna fare attenzione, seguire scrupolosamente il road book ed essere pronti ad ostacoli a volte improvvisi. Quando il CAP comincia ad aumentare, dal km 300 circa, il fondo diventa più sabbioso, dapprima in fuoripista, poi su tracce visibili.
Fondo sabbioso e alcuni passaggi su belle dune arrotondate tra il km 350 e 370, si raggiunge la famosa discesa al km 395,16, da cui si gode un meraviglioso panorama dell’oasi di Farafra. I 15 km successivi possono essere impegnativi per la navigazione, in quanto si sviluppano in zone popolate, in cui sono frequenti lavori stradali che possono modificare alcuni riferimenti, seguite scrupolosamente le istruzioni e le eventuali modifiche segnalate al briefing. Il CP4 è al km 409,69, in corrispondenza dell’incrocio dell’asfalto, attenzione al gradino in entrata e in uscita e attenzione ad eventuali veicoli in arrivo: la strada è aperta alla circolazione! I successivi 12 km con CAP più o meno est verso l’asfalto di Bir Karaouine, che si percorre per 1 km: fate attenzione ad incrociare eventuali veicoli di assistenza provenienti dal CP2! Al km 432 si deve abbandonare la pista ben visibile per un fuoripista di 10 km, ondulato con cespugli di erba da cammelli in un fondo sconnesso da monoliti di gesso bianco, che vi porterà all’arrivo, sull’asfalto della strada delle oasi. All’arrivo punto di assistenza e di rifornimento per le moto.
Seconda tappa oggi per il Rally dei Faraoni, la più lunga della gara con i suoi 599 chilometri, 442 dei quali di prova speciale. Casteu e Verhoefen hanno viaggiato assieme tutta la tappa: la vittoria è così per l’olandese che partiva dietro al campione francese. Terzo posto per Matteo Graziani, decisamente più determinato di ieri. Luca Manca, settimo, è ancora primo nella 450 davanti a Zanotti. Tra le auto Christian Lavielle è imprendibile e stacca di mezz’ora Jerome Pelichet. Problemi per Carlo Degavardo.
Nella tappa più lunga dell’11° Total Pharaons Rally il caldo è stato fortunatamente meno opprimente di ieri. Per questo motivo si è deciso di anticipare di mezz’ora la partenza dal bivacco di Baharija, con David Casteu, vincitore ieri, che alle 6.30 è stato il primo a lanciarsi nella lunga prova speciale. Il campione francese, partito per un’ingenuità un po’ in ritardo, si è fatto presto raggiungere dal compagno di team, l’olandese Frans Verhoeven: i due hanno condotto assieme la corsa, imponendo come ieri un ritmo elevato ed hanno tagliato il traguardo praticamente assieme. La vittoria è così andata all’ « olandese volante », che, essedo partito dietro, ha preceduto di 1’50’’ la prima guida del Team Vectra. E’ stata la sua prima vittoria in una gara mondiale e per lui era anche il primo Pharaons: la sua gioia era incontenibile.
Matteo Graziani oggi si è brillantemente rifatto della prova incolore di ieri ed ha chiuso terzo a tredici minuti e mezzo da Verhoeven. Ha preceduto di un minuto il giovane polacco Jakub Przygonski, che si sta affacciando prepotentemente nel ristretto lotto dei migliori sia come guida che come navigazione. Quarto e quinto posto per i due romeni, anch’essi del Team Vectra, Emanuel Gyenes e Marcel Butuza. Per pochissimi secondi alle loro spalle, Luca Manca ha ottenuto la settima posizione assoluta e come ieri è stato il più veloce della classe 450. Solo ottavo oggi Oscar Polli, che ha preceduto il polacco Czachor, mentre Alex Zanotti, decimo, è anche terzo nella 450. Ottima prova anche per il privatissimo Marco Sartori, undicesimo al traguardo.
Tappa sfortunata per Paolo Ceci: il modenese dell’Aprilia dopo soli 20 chilometri è caduto ed ha rotto il manubrio, dovendo guidare con una mano sola per ben 180 chilometri. In classifica generale Casteu comanda la categoria open con 3’16’’ su Verhoeven, mentre Manca è in testa alla 450 con due minuti esatti su Zanotti.
Tra le auto è stata la giornata della rivincita per Christian Lavieille (Nissan Proto Dessoude). Dopo aver lasciato spazio ieri a Carlo Degavardo (Chevrolet D-Max), il francese oggi si è letteralmente scatenato. Tappa difficile per le quattro ruote, ma non per l’ex campione di Endurance che ha messo tra sè e il secondo classificato la bellezza di mezz’ora. Piazza d’onore così per Jerome Pelichet (Bowler Wildcat) che ha staccato di ulteriori 18 minuti il Buggy VW del belga Albert Michiels. Quarta posizione per il padre di Jerome, Edmond Pelichet, anch’egli alla guida delle affidabili vetture inglesi. Solo quinto oggi Patrick Sireyjol che ha accusato una foratura e si è inoltre insabbiato al CP2. Verso fine tappa si è anche fermato ad aiutare un motociclista che era svenuto. Problemi oggi per Carlo Degavardo che ha rotto un perno della turbina al chilometro 310. Ha dovuto percorrere i restanti 130 a velocità ridotta arrivando al traguardo completamente «annerito» per il fumo che entrava nell’abitacolo.
Primo equipaggio italiano quello di Luciano Carcheri e Adriano Furlotti, settimi al traguardo davanti ai gemelli De Lorenzo. Domani la terza tappa del rally porterà la carovana a Sitra, luogo sperduto in mezzo al nulla a metà strada tra Baharija e Siwa. Sulla carta sarà una tappa da sogno, forse la più bella del Pharaons 2008, con attraversamenti di catene di dune alte oltre 200 metri. 382 i chilometri di prova speciale.
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