Esce nelle sale l'8 novembre "Vicini del terzo tipo" (The Watch) di Akiva Schaffer, con Ben Stiller, Vince Vaughn e Jonah Hill. L’unica cosa più pericolosa della minaccia che incombe sui cittadini di Glenview sono i quattro uomini che si sono uniti per salvarli. Sono i guardiani del vicinato: Evan (Ben Stiller), sostenitore dell’impegno civico, il padre di famiglia Bob (Vince Vaughn), amante del divertimento, l’imprevedibile Franklin (Jonah Hill), apparentemente un duro, e il divorziato in cerca d’amore Jamarcus (Richard Ayoade).
Glenview, Ohio – Stati Uniti – Pianeta Terra. In questa apparente oasi di serenità, Evan, Bob, Franklin e Jamarcus hanno deciso di unire le loro forze per proteggere la comunità. Inoltre, si godono alcuni dei vantaggi di essere dei “guardiani”... come bere birra, fare casino e comportarsi da ragazzacci. Malgrado le loro nuove ed eleganti giacche da guardiani (o forse proprio a causa di queste!), che sono contrassegnate da ali imponenti e da una testa di tigre (lasciamo perdere...), questi quattro uomini non riescono a ottenere il rispetto dei residenti che dovrebbero proteggere.
Un gruppo di ragazzi lancia loro delle uova, mentre i poliziotti locali ritengono che siano una barzelletta. Un po’ come delle giovani marmotte... solo molto meno saggi. Ma quando la loro pattuglia si imbatte in qualcosa che lascia una scia di roba verde appiccicosa e una sorta di tentacolo, e scopre inoltre uno strano strumento simile a una palla da bowling che sprigiona un raggio di energia, capiscono che il loro gruppetto si è imbattuto in qualcosa di più grande di un semplice malintenzionato.
“Quando hanno formato questa ‘fratellanza’, i ragazzi pensavano che si sarebbero potuti imbattere in qualche anomalia nel vicinato, come uno scassinatore o un guardone, ma all’improvviso capiscono di avere a che fare con qualcosa di straordinario”, sostiene il produttore Shawn Levy, regista di grandi successi come Una notte al museo e Real Steel. “Non solo sono impreparati e poco qualificati, ma non hanno neanche l’attrezzatura giusta per affrontare questo problema. Tuttavia, spetta a loro fermarlo”. Per interpretare i quattro protagonisti di Vicini del terzo tipo, Levy e il regista Akiva Schaffer (una forza creativa in diversi cortometraggi importanti del Saturday Night Live) hanno scelto tre icone della comicità e un talento in rapida ascesa. “Noi volevamo il meglio”, sostiene Levy, “così lo abbiamo preso. Tre colossi insieme nello stesso film! E poi abbiamo lanciato una bomba, del tipo ‘cosa diavolo possiamo tirar fuori da Richard Ayoade?’”.
Evan, interpretato da Ben Stiller, è un responsabile nel grande negozio commerciale Costco, dopo essere stato a lungo assistente del responsabile. Evan è un impiegato devoto, ma il suo cuore è con i guardiani del vicinato di Glenview, di cui è fondatore e amministratore. L’ultima impresa di Evan si adatta bene alle sue numerose attività. Infatti, ha anche organizzato un club di corsa, un gruppo di riciclaggio dei rifiuti e ha portato un tavolo spagnolo al centro per la comunità. “Evan è molto attento al prossimo”, rivela Stiller, “perché non ha molti amici e questi club gli forniscono l’opportunità di incontrare nuova gente. Akiva Schaffer aggiunge che “Evan è un buon samaritano, un perfezionista e un maniaco del controllo, ma in senso positivo”. La personalità rigorosa di Evan è perfetta per organizzare dei club, ma non funziona bene a livello sociale.
Stiller rivela di aver avuto dei problemi a capire la mentalità di un uomo che cerca costantemente l’ordine. “Io non sono molto ordinato”, spiega l’attore, che attualmente è il regista e protagonista della pellicola The Secret Life of Walter Mitty. “Non è stato semplice calarsi nei panni di un tipo meticoloso, stoico e organizzato”. Per quanto riguarda l’aspetto fisico del ruolo, Stiller non ha avuto problemi con le scene di lotta, quando il gruppo affronta gli aspiranti conquistatori, arrivati da un mondo distante, mentre si è trovato meno a suo agio con una scena che richiedeva di guidare un muletto durante una sequenza fondamentale. “C’era molta azione nella pellicola, ma guidare il muletto ha dato vita ad alcuni dei momenti più inquietanti sul set... per la troupe”, sostiene l’attore.
All’opposto di Evan, c’è Bob, incarnato da Vince Vaughn, che rappresenta il contraltare del superego di Evan, lo yang del suo yin e, come sostiene Schaffer, “un padre di famiglia molto simpatico”. Per Bob, questo gruppo rappresenta il paradiso, perché significa una fuga dalle responsabilità quotidiane tipiche di una famiglia. In questo modo, può andare in giro con i suoi nuovi amici, sfogliare delle riviste porno, fare battute volgari e bere tante birre, oltre a dire cose come “spacchiamo tutto, ragazzi”. “Bob adora uscire con i ragazzi, farsi qualche bicchierino, parlare di cose da uomini e rilassarsi un po’”, rivela Vaughn. Punto di ritrovo di questo divertimento scatenato è il garage/caverna di Bob, in cui possiamo trovare un angolo bar, poltrone massaggio, una tv enorme e un tavolo da biliardo.
“Bob è una sorta di grande orsacchiotto”, sostiene Levy, che attualmente sta dirigendo Vaughn, assieme a Owen Wilson, nella commedia The Internship. “Lui è scatenato in Vicini del terzo tipo, molto coinvolto nella fratellanza e nella sicurezza dei suoi vicini”. Tuttavia, le responsabilità della famiglia sono un peso importante per Bob, che ama la moglie e la figlia adolescente. Lo sviluppo di quest’ultima cattura l’attenzione del sesso opposto e papà non è felice della situazione. “Lei cresce più in fretta di quanto Bob vorrebbe, quindi lui cerca di tenerla chiusa sotto chiave”, sostiene Vaughn.
Il membro più giovane della squadra è Franklin (Jonah Hill), un ventenne che sembra un duro, ma che, come nota Schaffer, “in realtà dentro di sé è molto dolce” (in effetti, vive ancora con sua madre). Franklin si porta un grande peso sulle spalle, perché è stato scartato da qualsiasi forza di polizia e da ogni tipo di organizzazione impegnata nel rispetto della legge. E non lo aiuta il fatto di aver fallito tutti gli esami di ammissione. Insomma, per Franklin, questo gruppo è l’unico modo in cui può farsi valere legalmente e stilare una lista nera. “Franklin è completamente alienato”, sostiene Hill. “E’ molto strano e divertente”.
Subito dopo la sua prova ne L’arte di vincere, che gli è valsa una candidatura all’Oscar®, e l’impegno come produttore esecutivo e protagonista dell’acclamato successo 21 Jump Street, Hill non era intenzionato a tornare alla commedia grossolana che lo aveva reso famoso, grazie a titoli come Suxbad – Tre menti sopra il pelo e Strafumati, ma “non sono riuscito a resistere all’opportunità di lavorare con Ben, Vince e Richard”, nota l’attore. “Dovevo assolutamente farlo”. Inoltre, “se bisognava partecipare a un’altra commedia grossolana, preferivo che non fosse ancorata alla realtà, incarnando un personaggio che poteva fare e dire qualsiasi cosa. Tuttavia, ogni volta che metti qualcosa di pericoloso nelle mani di persone irresponsabili, i risultati saranno sicuramente deliranti”.
A completare il quartetto troviamo Jamarcus, da poco divorziato e in perenne ricerca di amore, che abbraccia il senso di fratellanza del gruppo. “Jamarcus ritiene che questa sia l’opportunità di uscire dal suo guscio”, sostiene Ayoade, che è anche un apprezzato realizzatore, avendo scritto e diretto l’acclamata pellicola britannica Submarine. Schaffer aggiunge che “lui vuole soltanto uscire di casa, incontrare delle donne e fare sesso”. A prima vista, Jamarcus rappresenta un’aggiunta strana (ed è tutto dire, considerando di che gruppo di persone stiamo parlando), ma che si rivela un’arma segreta importante nella battaglia contro le forze che minacciano il vicinato. Levy sostiene che è stata “l’energia stressante” di Ayoade che lo ha reso perfetto per il ruolo. “E’ pieno di inventiva e assolutamente strano, nel senso migliore del termine. Non sai mai cosa potrà fare”.
“Il pubblico non saprà cosa aspettarsi da Richard, tanto che lui li schianterà con... delle battute adorabili”, nota Schaffer. Considerando le assenze dei suoi membri, non è sorprendente che lo spirito di solidarietà del gruppo abbia dei risvolti negativi, molti dei quali vissuti in prima persona dalla moglie di Evan, Abby, incarnata da Rosemarie DeWitt. “Evan e Abby possono dire di avere un matrimonio che funziona”, sostiene Stiller, “ma c’è un problema che li ossessiona: stanno cercando di avere dei figli” ed Evan sta sparando a salve. Mentre Evan ama la vita in periferia, Abby, come rivela la DeWitt, “vuole vedere il mondo, avere un’esistenza più variegata e compiere un salto di qualità, facendo dei figli”. Parlando dell’esperienza di lavorare con quattro maestri della comicità, l’attrice, che è apparsa in diversi ruoli drammatici, sostiene che “è un po’ come allenarsi per tutta la vita nella maratona e poi essere inserita nella squadra di nuoto alle Olimpiadi!”.
Gli attori e i realizzatori erano determinati a rendere la pellicola audace e coraggiosa. “Le caratteristiche del film sono anomale”, nota Levy, “quindi avevamo bisogno di un regista con una sensibilità originale e che non giocasse sul sicuro”. Ecco arrivare allora Akiva Schaffer, regista, cosceneggiatore e montatore di buona parte dei leggendari corti digitali del SNL, tra cui Dick in a Box, Lazy Sunday e Natalie Portman Rap. Come sostiene Ben Stiller: “Akiva è nato per la comicità. E’ un montatore geniale e un perfetto rappresentante dell’era digitale”. Levy aggiunge che “Akiva ha contribuito a creare dei punti di riferimento nella cultura comica digitale e continua a superare ogni limite”.
La sceneggiatura richiedeva lo stesso livello di audacia. “Avevamo una sceneggiatura ottima grazie a Jared Stern, ma non volevamo giocare sul sicuro, perché eravamo decisi a rendere tutto coraggioso e inatteso”, sostiene Levy. Seth Rogen e il suo compagno di sceneggiature Evan Goldberg, che hanno collaborato agli script di Suxbad e Strafumati, sono entrati nel progetto. La loro sceneggiatura era molto attenta alle strane dinamiche del gruppo, così come allo scontro dei personaggi con gli ospiti indesiderati.
“La sintonia tra la sceneggiatura e la sensibilità unica di Schaffer sembrava perfetta”, rivela Levy. “E’ veramente ottima, non soltanto per il linguaggio che utilizza, ma anche per il fatto di andare oltre i limiti del buon gusto”. A parte le battute sconce, c’è la storia di quattro uomini che non sono completi e che non danno il massimo fino a quando non uniscono le loro forze. Come Bob ammette parlando con Evan: “hai preso un gruppo di disadattati e ci hai insegnato che c’è qualcosa di più importante di qualche birra e dei momenti spensierati. Ci hai fatto capire l’importanza della comunità”.
L’elemento fondamentale di Vicini del terzo tipo è una storia dal fascino universale (se consideriamo l’universo dai 17 anni in su, a parte quelli che si fanno accompagnare nei cinema da un genitore o da un adulto). “Parla di quattro tipi normali che ricordano tuo fratello, padre o marito”, riassume Levy. “Improvvisamente, loro si mettono assieme per combattere qualcosa che non hanno idea di come affrontare”. E quando si tratta di amicizia, matrimonio, carriera, famiglia o di proteggere il mondo, è sempre meglio guardarsi le spalle a vicenda.
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