Virtual Datacenter, nuova generazione della virtualizzazione

VMware ha annunciato un roadmap completo di nuovi prodotti e tecnologie volti ad ampliare la nota suite di infrastruttura virtuale trasformandola in un...

VMware ha annunciato un roadmap completo di nuovi prodotti e tecnologie volti ad ampliare la nota suite di infrastruttura virtuale trasformandola in un Virtual Datacenter Operating System (VDC-OS). Questo sistema operativo permette alle aziende di creare un pool di risorse hardware – server, storage e reti – sotto forma di cloud on-premise aggregata e, quando necessario, trasferire in maniera sicura carichi di lavoro a cloud esterne per sfruttare capacità di elaborazione aggiuntive. I datacenter che operano con Virtual Datacenter OS sono molto flessibili, self-managing e self-healing. Grazie a questa soluzione di VMware, aziende di tutte le dimensioni possono trarre vantaggio dalla flessibilità e l’efficienza del datacenter ‘lights-out’.

Il VDC-OS estende l’infrastruttura virtuale su tre dimensioni. Innanzitutto offre una gamma di servizi – denominati Infrastructure vServices – per aggregare server, storage e reti sotto forma di on-premise cloud e allocarli alle applicazioni che più ne hanno bisogno. In secondo luogo, mette a disposizione una gamma di servizi applicativi – detti Application vServices – per garantire i livelli di disponibilità, sicurezza e scalabilità a tutte le applicazioni indipendentemente da sistema operativo, framework di sviluppo o architettura sulla quale sono stati realizzati. Infine, il VDC-OS fornisce servizi cloud – detti Cloud vServices – che gestiscono la capacità di elaborazione tra cloud on-premise e off-premise. Diversamente dagli OS tradizionali, ottimizzati per un singolo server e che supportano solo le applicazioni per le quali esistono interfacce, il VDC-OS serve da sistema operativo per l’intero datacenter e supporta qualsiasi applicazione scritta per qualunque sistema operativo, dalle applicazioni Windows legacy fino a quelle distribuite che girano in ambienti OS misti.

“Tecnologie di automazione e virtualizzazione stanno spostando il centro di gravità dai sistemi operativi server a una nuova gamma di sistemi operativi di infrastruttura che abbracciano molti server distribuiti”, commenta Thomas Bittman, research vice president di Gartner.

“Nei primi dieci anni VMware ha permesso ai clienti di realizzare infrastrutture dinamiche e virtuali efficienti che offrono elevati livelli di flessibilità e resilienza”, dichiara Paul Maritz, President e Chief Executive officer di VMware. “La prossima generazione di tecnologie innovative nel Virtual Datacenter OS permetterà alle aziende di realizzare la promessa dell’enterprise cloud computing – dove le applicazioni dispongono automaticamente della giusta qualità del servizio al minor TCO sfruttando capacità di elaborazione interne ed esterne”.

“VMware ha già trasformato il modo in cui lavoriamo: le nostre server farm sono aggregate in cluster che operano come un unico computer e possono garantire livelli di servizio alle applicazioni”, aggiunge Douglas B. Babb, Chief IT Systems Architect Hill AFB, contractor in Systems Implementers Inc. “Non ci preoccupiamo più di programmare il downtime per la manutenzione dell’hardware o di eventuali malfunzionamenti. Il tutto con una riduzione dei costi di infrastruttura per applicazione di oltre il 50%. Ritengo che il Virtual Datacenter OS di VMware ci avvicinerà al datacenter ‘lights-out’ in grado di espandersi e ridursi on demand e di ripararsi da solo”.

VMware presenta una roadmap completa per il Virtual Datacenter OS.

I nuovi Application vServices offrono il miglior modo per gestire le applicazioni enterprise VMware introduce nuovi Application vServices per disponibilità, sicurezza e scalabilità che automaticamente forniscono il giusto livello di servizio a ciascuna applicazione a costi significativamente ridotti. Virtuale è meglio di fisico per applicazioni mission-critical - possono trarre vantaggio da maggiori disponibilità, sicurezza e qualità del servizio senza richiedere alcuna modifica o l’implementazione di software specializzati – semplicemente operando con il Virtual Datacenter OS.

Fault-tolerance, un nuovo innovativo servizio applicativo, che assicura zero downtime, perdita di dati nulla per tutte le applicazioni in caso di guasto senza i costi e la complessità associati a soluzioni di clustering hardware o software.

“VMware Fault Tolerance rende accessibili sofisticate funzionalità in precedenza costose e complesse”, dichiara Matthew Clark, Director Computing Infrastructure Qualcomm. “E’ possibile farlo partire con un click del mouse e si ottengono gli stessi risultati del clustering hardware o software fault tolerant a una frazione del costo e della complessità”.

Data Recovery offre backup e ripristino basati su disco, veloci, semplici ed efficaci, per tutte le applicazioni.

“Fault Tolerance e Data Recovery completano l’HA che offre il ripristino automatico di macchine virtuali affette da software failure; VMotion e Storage VMotion permettono alle aziende di minimizzare il downtime programmato; mentre Site Recovery Manager automatizza il failover di un intero sito. Le funzionalità nuove ed esistenti proteggono le applicazioni dalla maggior parte delle cause di malfunzionamento e rendono VDC-OS la piattaforma più sicura per le applicazioni.

• VMsafe offre la visione a raggi X nelle macchine virtuali al fine di identificare e bloccare virus, rootkit e malware in precedenza non rilevabili prima che infettino il sistema. Check Point, IBM, McAfee, Radiare, Symantec e TrendMicro stanno annunciando i loro piani di offrire prodotti integrati con VMsafe nel 2009 che assicurano alle macchine virtuali una protezione ancora superiore rispetto a macchine fisiche o altre soluzioni di virtualizzazione. • Aggiunta ‘a caldo’ di CPU, memoria e dispositivi di rete virtuali alle VM permettono alle applicazioni di scalare senza interruzioni o downtime. • Macchine virtuali di grandi dimensioni dotate di 8 CPU virtuali e 256GB di RAM soddisfano i requisiti di prestazioni delle applicazioni più esigenti in termini di risorse e traggono vantaggio dalla crescente potenza dei server x86. • VMDirectPath offre prestazioni I/O di rete e storage più elevate per applicazioni di transazioni.

VMware presenta altre due nuove funzionalità – vApp e vStudio – che rendono più semplice che mai l’implementazione e la gestione delle applicazioni.

• vApp trasforma applicazioni nuove ed esistenti in entità self-describing e self-managing. vApp sfrutta lo standard aperto OVF per specificare e incapsulare tutti i componenti di un’applicazione multi-tier, così come le policy operative e i livelli di servizio associati. Come il codice a barre UPC contiene tutte le informazioni su un prodotto, così vApp offre una modalità standard per descrivere le policy operative di un’applicazione che il VDC-OS è in grado di interpretare ed eseguire in automatico. • VMware Studio è uno strumento di authoring e configurazione che permette agli ISV e alle aziende di realizzare appliance virtuali e vApp. Invece di implementare e gestire separatamente sistemi e applicazioni, oggi una vApp può essere amministrata come unica entità.

Nuovi vService di infrastruttura offrono elasticità a costi inferiori I nuovi Infrastructure vService nel VDC-OS estendono il concetto di pool di risorse a storage e rete per consentire un’allocazione flessibile on-demand delle risorse on-premise. I nuovi Infrastructure vService completano VMware DRS che offre l’allocazione on-demand della capacità di elaborazione e della memoria alle applicazioni. In aggiunta, VDC-OS è realizzato per ridurre al minimo le risorse utilizzate da ciascuna applicazione, diminuendo sensibilmente i costi di capitale e operativi per applicazione.

• vStorage Thin Provisioning e vStorage Limked Clones permettono di ridurre i requisiti di storage fino al 50%. • vNetwork Distributed Switch astrae la configurazione del virtual networking dal livello host a un livello datacenter aggregato, semplificando setup e modifica del networking virtuale e permettendo la fornitura di servizi di rete cluster-wide. Il vNetwork Distributed Switch permette Network vMotion – la salvaguardia di tutte le policy di sicurezza e di rete quando si migra una macchina virtuale.

I nuovi Cloud vService permettono lo spostamento dei carichi tra cloud on e off-premise Cloud vService consentono la piena locazione, oltre a mobilità ed elasticità indipendenti dall’infrastruttura per applicazioni che girano su VDC-OS. I Cloud vService possono connettere datacenter interni e offerte di service provider cloud esterni per permettere lo spostamento di carichi di lavoro tra cloud on e off-premise. Per esempio, i dipartimenti IT possono sfruttare offerte flessibili di service provider per scalare l’infrastruttura necessaria in caso di picchi o di disaster recovery.

Nuove funzionalità di management assicurano la gestione proattiva e automatica del Virtual Datacenter OS Il Virtual Datacenter OS pone le basi per processi di gestione IT automatici e più efficienti. La combinazione di prodotti vCenter esistenti e nuove funzionalità che verranno introdotte nel 2009 dota le aziende di una gamma completa di funzionalità di gestione per automatizzare il provisioning di nuove VM e vApp al fine di garantire la conformità con standard di configurazione, adeguare ogni elemento a seconda dell’ambiente, prevedere e gestire la capacità e allocare i costi al business. Tra le nuove funzionalità di gestione: • vCenter ConfigControl estende il change e configuration management policy-based in maniera automatica a tutti gli aspetti del VDC-OS • vCenter CapacityIQ analizza e pianifica costantemente la capacità per garantire il dimensionamento ottimale di macchine virtuali, pool di risorse e datacenter interi • vCenter Chargeback garantisce il tracciamento automatico di costi e ricarichi permettendo all’IT di operare da utility con una reale visibilità sui costi operativi • vCenter Orchestrator consente lo sviluppo di workflow personalizzati che automatizzano le operazioni attraverso una semplice interfaccia drag and drop, senza richiedere alcuno scripting • vCenter AppSpeed garantisce automaticamente i livelli di prestazione delle applicazioni. Effettua il monitoraggio dei tempi di risposta delle applicazioni per gli utenti, li correla a diversi elementi dell’infrastruttura e attiva azioni per alleviare i colli di bottiglia.

Questi nuovi prodotti di gestione vanno ad affiancare vCenter Server – la console di gestione centralizzata del Virtual Datacenter OS, VMware Lifecycle Manager per il provisioning automatico, Lab Manager per lo sviluppo di applicazioni e Stage Manager per l’implementazione.

I partner del Virtual Datacenter OS Il Virtual Datacenter OS ha raccolto l’impegno e la collaborazione di un ampio ecosistema di partner offrendo un framework di estensione e API per integrare le loro applicazioni. Il programma VMware Ready fornisce un meccanismo di validazione e certificazione per consentire ai partner di offrire prodotti e servizi di storage, networking, cloud e gestione testati e ottimizzati per VDC-OS.

“VMware vanta una solida reputazione nella fornitura di innovazioni che risolvono i reali problemi del datacenter”, conclude Tom Gibaud, manager server engineering in ViaHealth. “Ancora una volta, VMware mostra di essere in grado di superare la concorrenza in termini di innovazione ed esecuzione. L’annuncio odierno rafforza la nostra convinzione di aver fatto la scelta giusta quando abbiamo adottato VMware”.

Discussione 0

I commenti vengono moderati prima di essere pubblicati.

Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!