Vito Dellino, Pechino è il primo appuntamento importante

Vito Dellino, Pechino è il primo appuntamento importante

Ha stupito tutti con quel bronzo conquistato agli Europei di Lignano Sabbiadoro. Sul podio c’era il suo idolo, il turco Halil Mutlu, tre volte campione...

Ha stupito tutti con quel bronzo conquistato agli Europei di Lignano Sabbiadoro. Sul podio c’era il suo idolo, il turco Halil Mutlu, tre volte campione olimpico. Due mesi dopo la notizia sensazionale che il bronzo era diventato argento. Vito Dellino, pesista azzurro del C.S. Esercito, dopo la squalifica del primo classificato, il moldavo Igor Bour, ha riportato l’Italia a vincere un argento europeo dopo 23 anni. E adesso per il 26enne di Bari si parte per la prima Olimpiade. “E’ un onore poter rappresentare l’Italia in una competizione così importante. E’ una gara d’elite a cui non tutti e, soprattutto, non sempre si può partecipare”, ha detto il giovane Vito. La gioia di andare a Pechino sprizza dai suoi occhi blu: “Sono felicissimo anche se saprò assaporare l’atmosfera olimpica solo quando mi troverò in Cina. Chi ha già vissuto un’Olimpiade mi ha spiegato che la vera gioia deve ancora arrivare. Poi, il fatto che si faccia a Pechino mi dà l’idea che sarà qualcosa di indimenticabile. I cinesi curano tutto in ogni minimo particolare”.

Ha ragione Vito ad aspettarsi un evento grandioso. A Pechino i preparativi fervono da tempo, nulla sarà lasciato al caso così come il piccolo atleta barese, d’ora in poi, non trascurerà nessuna gara. “L’Olimpiade, per me, è un trampolino di lancio. Dopo avrò giusto il tempo di riposarmi ma mi aspetta un anno denso di appuntamenti importanti. Inizierò subito a prepararmi per il prossimo Europeo puntando ad un’altra medaglia. Poi cercherò di far bene anche al Mondiale visto che servirà per la qualificazione a Londra 2012. E infine, vorrei vincere qualcosa ai Giochi del Mediterraneo (Pescara 2009) visto che non ho mai portato a casa niente”.

L’obiettivo più grande era arrivare a Pechino: “Non ho mai perso la speranza di qualificarmi”, ha detto Vito. E una volta giunto nella metropoli cinese ce la metterà tutta per arrivare più in alto possibile: “Mi sento molto carico e sono già al 90 per cento. Sto bene, mi sento come prima degli Europei di Lignano. Non punto di certo ad una medaglia ma spero almeno di arrivare tra i primi 10 e migliorare i miei primati”. L’atleta di Bari vive a Roma dal 2002 e da poco è entrato a far parte dell’Esercito: “Devo molto all’Angiulli, società di Bari, ma entrare, anzi tornare all’Esercito è stata una fortuna. Ora mi sento più sereno, sicuro di poter continuare un giorno la mia carriera magari in qualità di allenatore. Se non fossi tornato con l’Esercito forse dopo l’Olimpiade avrei mollato”.

Ma è nella sua città, Bari, che Vito ha conosciuto per la prima volta i pesi: “Ho iniziato per gioco. Volevo andare in palestra a fare body building. Ricordo che facevano selezioni nelle scuole per individuare chi era portato per la Pesistica e nella mia, l’Angiulli, c’era il maestro Smurro che mi ha chiesto di provare a sollevare. Gli sono piaciuto e dopo un mese avevo già vinto la mia prima gara: la coppa Italia di A-2 (che ora non esiste più). Ricordo che pesavo solo 48 kg”. Quando ha un po’ di tempo libero Vito si diverte a navigare su internet, giocare al computer, andare in vacanza, uscire con gli amici e quando c’è la possibilità, perché no, andare anche a ballare. Tra gli altri sport i preferiti sono la formula uno (e l’automobilismo in genere) e il nuoto. Da quando alloggia al centro sportivo Giulio Onesti ha trovato una nuova famiglia: “Ho un buon rapporto con tutti, soprattutto col mio tecnico Georgi Gardev. Lui al di fuori della palestra mi sostiene, mi ascolta, mi consiglia, mi aiuta, insomma è un vero amico. Ho un bel rapporto anche con gli altri allenatori e con i ragazzi. Siamo una famiglia ormai”. Dunque con il bulgaro Gardev Vito ha instaurato un legame solido ma nella sua carriera c’è un altro tecnico che ha dato tanto al giovane barese: “Dino Turcato mi ha cresciuto dalla classe Junior alla Senior fino ai Mondiali di Santo Domingo del 2006 e tuttora ci sentiamo. Poi è arrivato Georgi che adesso è tutto per me. Quando sono in palestra anche se non mi dice nulla, per essere sereno mi basta la sua presenza”. A Vito Roma piace molto anche se: “è troppo caotica per un tipo tranquillo come me. Ho vissuto 3 anni e mezzo a Cagliari e lì mi sono trovato benissimo tanto che vorrei comprarmi casa tra un paio d’anni”. E Bari? “Di Bari mi mancano tanto i miei amici, anche se, per vari motivi si sono trasferiti anche loro. Adesso ci torno solo per i miei genitori e nonostante si siano abituati a questa mia vita, un po’ di sofferenza rimane”. Vito ha iniziato tardi la sua carriera: “Ho iniziato a 17 anni e mezzo. Stavo a Bari e la mattina andavo a scuola, il pomeriggio mi allenavo e la sera lavoravo come barman in un locale. L’ho fatto per tre anni”. Un ragazzo davvero inesauribile a cui è difficile star dietro: “Per i miei ritmi, specialmente da quando sono entrato a far parte della Nazionale di Pesistica ho perso una persona importante”. Si riferisce a Michela, la ragazza che l’ha sostenuto durante tutto il periodo della qualificazione e con la quale è finita da qualche mese. “Se sono arrivato fin qui lo devo anche a lei. Mi è stata sempre vicina. E poi, ancora oggi, quando vado da qualche parte porto con me i due peluches portafortuna che mi ha regalato lei: uno che porto solo in camera e l’altro, un fenicottero, che nascondo in uno zainetto e porto anche in pedana”.

Nonostante pesi solo 56 kg, Vito è molto goloso e, quando ha tempo si diverte a cucinare per sé e per i suoi amici: “Sono figlio di una cuoca e pasticcera. Di ciò che cucina mamma mi piace tutto. Io so fare bene la carbonara e i risotti. Tra i miei piatti preferiti ci sono la pizza, le orecchiette, la fregola sarda con le arselle e il maialetto”. A dispetto di quanto si crede Vito non è affatto un ragazzo timido: “Mia madre dice sempre che sono troppo taciturno ma che è meglio così perché le volte che apro bocca e dico qualcosa combino solo guai”. Anzi è molto socievole e di compagnia e poi sa bene cosa vuole dalla vita: “Ciò che conta di più è avere un lavoro. Poi viene tutto il resto. Certo, anche l’amicizia è importante”.

Tra i successi che Vito dice di dovere alla famiglia, a Michela, a Georgi e al Presidente Urso (“Mi ha aiutato molto prima che entrassi nel gruppo sportivo dell’Esercito”) c’è la trasferta in Thailandia: “Lì mi sono migliorato di 15 kg nel totale e ho capito che potevo arrivare a Pechino. Il momento più bello è stato l’Europeo di Lignano dove, reduce da un infortunio al ginocchio, sono riuscito a prendere una medaglia. Lì Georgi mi aveva detto che se non fossi salito sul podio non mi avrebbe più allenato”.

E nel suo futuro il campione barese vede ancora tanta Pesistica: “Penso di poter fare altri due quadrienni olimpici. Poi, un domani, mi piacerebbe allenare e magari diventare tecnico nazionale”.

Intanto Vito si gode questo momento di gloria. Dopo l’argento europeo e il ritiro dell’avversario turco Mutlu perché non sognare anche un trionfo olimpico? “Comunque vada devo dedicare questa partecipazione alle persone più importanti nella mia vita: i miei genitori, il mio allenatore e Michi”.

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