Giovanni Vernia imita Marco Mengoni e Marco Mengoni con grande senso dell’autoironia ci ride su, anzi, ci canta sopra. Il risultato è un duetto strepitoso, una vera e propria dissertazione sull’importanza dell’aspetto in questi tempi moderni. La versione integrale dello sketch andrà in onda durante l’ultima puntata di Zelig Circus, lunedì 1 aprile in prima serata su Canale 5.
Ecco l’anteprima (con tanto di dietro le quinte) della loro esibizione. Giudicate voi …
Questo il testo della canzone reinterpretata da Vernia-Mengoni:
Sostengono che a noi Non serve avere voce per sfondare Qui conta il look ormai Anche se sei una chiavica a cantare
Quest'anno si usa poi La scarpa senza calze che è da folle Lo sanno tutti che Quando la togli scopri che hai le bolle
Quello che sogno in tournee... È un pediluvio nel bidèt
E mentre sto cantando i pezzi Per la moda di sticazzi Porto capi che Con ste stoffe acriliche Danno alla mia ascella Un tanfo micidiale
Non accetterò Che adesso mi rovini la canzone La mia non fa così C'ho solo un po' cambiato le parole Poi quel vestito che cos'è? Mi son vestito come te
E mentre canto faccio i versi L'occhio esplora nuovi spazi E' il colletto che Mi blocca la carotide
Sti pantaloni sono belli Ma mi strizzano i gioielli E c'è la cattiva abitudine Di aver la vita bassa che Col freddo viene Un blocco gastro-intestinale
Ma la moda non causa le coliche Ti toglie il respiro e la sete
Se vuoi raggiungere i successi La musica, la voce e i testi Sono niente se Non curi anche l'immagine Ma se i rapper americani Si vestono manco li cani Con delle tutone inguardabili Ma coi gioelli liberi Il cavallo basso per me è L'essenziale
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