Quel paesino a circa 40 chilometri da Praga non lo dimenticherà mai, quel campo di gara dove giorno dopo giorno, tra sole e tormente di vento, poneva le basi del suo successo neppure: per Andrea Cereda un 2009 d’oro, per il vogatore lombardo nato a Vaprio d’Adda e appassionato di mountain bike mai si cancellerà quella finale nel quattro di coppia pesi leggeri. Campione mondiale under 23 a luglio con tre splendidi compagni di viaggio, Francesco Rigon, Josè Casiraghi e Pietro Ruta; ciò che preme sottolineare al ventunenne della Tritium è aver costruito mattone dopo mattone il grande risultato. “Eppure la stagione non era iniziata bene a causa di qualche problema alla schiena ma comunque sono arrivate le medaglie ai meeting nazionali e al Memorial d’Aloja, l’argento ai Tricolori Under 23 di Gavirate nel doppio e nel quattro di coppia pesi leggeri prima della chiamata per Racice”. Lui e i suoi compagni d’equipaggio. “L’amicizia, il forte legame che si è creato tra noi: i consigli, le risate e, perchè no, anche qualche arrabbiatura condivisa prima e durante il mondiale con l’effetto di accrescere e rafforzare la nostra magnifica alchimia”. Lui e i ringraziamenti: non lesina Andrea nel dire grazie a chi lo ha aiutato a coronare il sogno mondiale. “Voglio ringraziare pubblicamente chi, con il proprio sostegno e la costante presenza “morale”, ha reso possibile questo risultato: in particolare il mio instancabile allenatore Giuseppe Colombo, che mi sopporta da ormai 10 anni, la mia presidente societaria Anna Velli e i principali fautori di questo successo Ivan Corti e Luca Ghezzi (i miei fratelli maggiori), Jean Smerghetto,Vittorio Scrocchi, Laura Schiavone, Elisabetta Sancassani e Carola Tamboloni sempre vicini con messaggi e telefonate di supporto. Non dimentico poi gli amici di Menaggio,Milano e Sile”. Rema dall’età di 11 anni e nel corso di un decennio di carriera alcuni incontri gli hanno permesso di crescere. “In Italia ho molti riferimenti e sono felice di avere avuto la fortuna e l’onore di conoscerli di persona e, in alcuni casi, di condividere del tempo con loro. Primo tra tutti, indubbiamente Niccolò Mornati: nell’anno trascorso a Pavia mi ha impartito un’importante lezione di vita che va oltre l’aspetto agonistico. Una lezione che non scorderò mai. Dopo questo primo raduno, un doveroso grazie a Bruno Mascarenhas perché mi ha aiutato molto”. Già, il raduno: un’esperienza che Cereda archivia positivamente. “Fantastico: ho conosciuto gente straordinaria ed ho avuto modo di sentirmi parte di un gruppo meraviglioso. I miei compagni di barca mi hanno dato la massima tranquillità, sia durante che dopo l’allenamento non facendomi pesare questa prima esperienza nella nazionale maggiore”. E il 2010? Arriverà tra pochi giorni, Andrea vuol farsi trovare pronto. “Gli obiettivi sono tanti e decisamente ambiziosi. Per scaramanzia preferirei non dirli ma farli capire sul campo…”.
Andrea Cereda, un 2009 pieno di successi
Quel paesino a circa 40 chilometri da Praga non lo dimenticherà mai, quel campo di gara dove giorno dopo giorno, tra sole e tormente di vento, poneva le...
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