Arriva il momento di Gara 2 per il primo round della SBK della stagione di scena sul circuito australiano di Phillip Island. Le condizioni meteo si stabilizzano, permane il cielo grigio ma il pericolo pioggia sembra scongiurato così la direzione dichiara gara asciutta, pertanto in caso inizi a piovere sarà valida la nuova regola del flag-to-flag. L’appassionatissimo pubbico australiano ha potuto assistere ad una Gara 2 entusiasmante e combattuta fino all’ultimo metro. Vince Spies, autore anche della Superpole di ieri, con 1”286 sulla Ducati di Haga e 4”213 sulla Honda di Haslam. Biaggi chiude al quindicesimo posto dopo una gara da protagonista. Max, partito benissimo dalla seconda piazza, passa subito in testa e dopo poche curve si trova al comando insime a Spies e ad Haga. I tre cercano di andare in fuga, con l’americano ed il giapponese che si alternano al comando, e guadagnano un discreto margine sui diretti inseguitori. La gara continua così fino al quattordicesimo giro con i due a duellare per il primo posto e Max incollato a loro che controlla, nella tornata successiva Fabrizio riesce a recuperare il trenino di testa ed inizia a duellare con Biaggi, che sorpassa tre giri dopo, duello che si infiamma negli ultimi tre giri con l’arrivo di Haslam e Laconi. A poce curve dalla fine però per non colpire i rivali dopo un contatto, Biaggi finisce nella via di fuga, rientra e conclude la gara al quindicesimo posto.
Dodicesimo posto invece per Nakano che, a differenza della prima manche, questa volta parte bene, lanciandosi subito alla caccia dei primi e rimanendo in lotta per la sesta piazza con Neukirchner, Rea, Smrz e Kagayama. A metà gara Shinya inizia a perdere terreno a causa dell’usura anomala del suo pneumatico posteriore vendendo passato da Sykes e da Xaus all’ultimo giro.
"Sono abbastanza soddisfatto – ha dichiarato Biaggi – abbiamo fatto una buona gara usando una gomma differente, più morbida, rischiando molto e sapendo che sarebbe durata solo metà gara. Infatti negli ultimi dieci giri le gomme erano finite ed ho fatto di tutto per rimanere in lotta per il podio fino alla fine. All’ultimo giro, alla curva Siberia, i due davanti a me si sono toccati ed hanno fatto delle traiettorie strane, io avevo preso velocità e per non colpirli ho dovuto frenare finendo nella via di fuga. Lo spazio lì è poco e mi sono fermato sulla barriera di gomme, fortunatamente sono riuscito a tenere la moto accesa, rientrare e finire la gara potando a casa almento un punto, anche se sicuramente avrei meritato qualcosa in più.
Dobbiamo risolvere ancora dei problemi, ma non escludo che possa accadere in tempi brevi. Mi piacerebbe vedere come si comporterà la moto quando sarà al 100% visto il suo potenziale, ma ho molta fiducia nei tecnici Aprilia, è anche per questo motivo per cui sono ritornato qui dopo tanti anni“.
“Sono partito bene arrivando sino alla sesta posizione – ha detto Nakano – abbiamo montato un altro pneumatico ed il chattering era diminuito moltissimo. A metà gara le gomme sono calate e non potevo più spingere come all’inizio, così sono scivolato fino alla dodicesima posizione. Dobbiamo migliorare il set del motore perché quando cala il grip diventa difficile gestire la potenza della moto. L’aspetto positivo è che quando il feeling è buono posso stare davanti e lottare con i primi”.
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