GP d'Australia, l'occasione per il riscatto del Team Gresini

Continua il tour asiatico per le squadre del motomondiale che, lasciata la Malesia, hanno raggiunto l'Australia dove domenica prossima si corre sulla...

Continua il tour asiatico per le squadre del motomondiale che, lasciata la Malesia, hanno raggiunto l'Australia dove domenica prossima si corre sulla pista di Phillip Island. Il Gran Premio d'Australia, quattordicesima prova della stagione, diventa un appuntamento chiave a livello campionato con cinque piloti in corsa per il titolo iridato. Marco Melandri, quinto in campionato con 168 punti, 46 di distacco dal leader del mondiale Nicky Hayden, ha voglia di tornare a mostrare tutto il suo potenziale su una pista a lui particolarmente cara. Su questo tracciato infatti il pilota italiano ha conquistato il titolo mondiale nella quarto di litro nel 2002 all'età di 20 anni, suo anche il record della pista ottenuto lo scorso anno con un crono di 1'30"332.

MARCO MELANDRI: "Non vedo l'ora di correre a Phillip Island, una pista che mi piace molto. Sono contento di tornare subito in sella alla mia Honda dopo la deludente gara di Sepang. Sono motivato a fare una bella corsa e ritornare competitivo come so di poter essere. Adesso per me il campionato si fa molto difficile ma sono motivato a fare bene ogni domenica e a dare il massimo. In Malesia abbiamo faticato molto nei tre giorni a trovare il giusto feeling con l'avantreno. Spero di poter partire con il piede giusto a Phillip Island, un tracciato che richiede una messa a punto perfetta."

TONI ELIAS: "Insieme alla squadra stiamo facendo un grandissimo lavoro e ogni volta facciamo un importante passo avanti. Per questo guardo con molta fiducia al prossimo appuntamento. Phillip Island mi piace molto, il disegno è bellissimo e la pista è tra le più veloci e spettacolari del mondiale. Proprio perché veloce ed estremamente tecnico quello australiano è anche un tracciato difficile da interpretare e molto impegnativo. Qui ho sempre ottenuto dei bei risultati, prima in 250 e anche anno scorso, nella classe regina, ho fatto due buone giornate di prove che mi hanno permesso di partire in griglia con il settimo tempo. Spero di ripetermi anche questo anno con un miglior risultato finale."

LA PISTA: Affacciata sul mare, Phillip Island è forse il tracciato più amato dai piloti di tutto il motomondiale, un impianto semplice ed essenziale che ha ancora il fascino di una pista di altri tempi: non ci sono le grandi tribune sulla linea del traguardo che imperano nei circuiti di nuova generazione, qui il grigio del cemento si confonde con il verde delle colline e l'azzurro dell'oceano. Alla bellezza dei luoghi e all'imponenza della natura si aggiunge il disegno della pista: tecnico e completo, caratterizzato da tratti lenti che si alternano sapientemente ad altri velocissimi, con forti accelerazioni, frenate violente, cambi di pendenza e di traiettoria.

Toni Elias commenta la pista: "Phillip Island ha alcune delle curve più veloci del mondiale ed è spettacolare e divertente correrci sia per i piloti che per gli spettatori. È un circuito molto tecnico, guidato, che richiede una perfetta messa a punta della moto. L'incognita principale è il tempo perché il clima cambia molto rapidamente, in pochi minuti infatti si può passare dal sole alla pioggia. Altro tratto distintivo è la presenza quasi costante di un vento molto forte data la vicinanza del circuito al mare".

Marco Melandri e la pista di Phillip Island: In carriera Marco ha vinto sia in 125 che nella quarto di litro rispettivamente nel 1999 quando è salito sul primo gradino del podio in 125cc e nel 2002 quando ha vinto la gara e con questa anche il titolo mondiale 250. In totale Marco è salito tre volte sul podio di Phillip Island. Lo scorso anno, in motogp ha mancato il podio per un soffio, arrivando quarto dopo una gara spettacolare.

FOCUS: L'AGENZIA DEL MONDIALE Il circus delle due ruote continua la sua corsa per l'ultimo rush del campionato. Domenica si corre a Phillips Island, in Australia, la tappa più lontana del motomondiale: per raggiungerla si percorrono dall'Europa circa 17.000 chilometri, si impiegano 22 ore di volo e ci separano 8 ore di fuso orario. La fatica e lo stress a cui si sottopongono i piloti non si limita infatti all'impegno in pista nelle più diverse condizioni meteorologiche (dalle torride temperature di Sepang al vento freddo di Phillip Island) ma anche a continui spostamenti, a lunghi voli aerei e cambi di fuso orario. Nel corso di una stagione infatti, squadre e piloti del Motomondiale prendono circa 50 voli aerei per raggiungere i circuiti dove si disputano i 17 gp oltre ai due appuntamenti ufficiali dei test Irta. In media ogni team percorre circa 110.000 chilometri, pari a 8 volte e mezzo il diametro della terra all'equatore ( 12.576 km). Numeri da capogiro se si pensa che nell'arco degli otto mesi del campionato si passano in aereo dalle 230 alle 250 ore. La logistica diventa quindi un aspetto importante e ogni team ha una persona che si occupa delle prenotazioni alberghiere e degli spostamenti dei componenti della squadra.

A sostegno dei team, nel paddock del motomondiale c'è una vera e propria agenzia di viaggio. Itinerante come il popolo del mondiale anche la Fly Away Sports Travel ha un proprio ufficio allestito in un motorhome dove svolge tutte le attività di un'agenzia di viaggio: dalla prenotazione degli alberghi all'emissione dei biglietti aerei, dai noleggi auto ai visti. Sul tetto del camion una parabola consente il collegamento al satellite per la connessione internet in qualsiasi situazione. Nel mondiale dal 1994, la F.A.S.T (già Millepiedi) è presente sui campi di gara con 3 persone a supporto e assistenza delle squadre, mentre nella sede di Ravenna operano 6 persone. "Ci è capi tato di emettere biglietti aerei mentre viaggiavamo in macchina" ricorda Massimo Bertozzi, il titolare della F.A.S.T, che insieme alla moglie Daniela, viaggia il mondo in lungo e in largo organizzando viaggi al limite dell'impossibile per piloti, meccanici, sponsor e appassionati di questo sport.

I numeri 110.000 chilometri percorsi in media in una stagione pari a 8,5 volte il giro del mondo 50 i voli aerei presi in media in una stagione 230 - 250 le ore passate in aereo 17.000 chilometri percorsi per raggiungere Phillip Island, 14esima tappa del campionato Brno, Barcellona e Valencia: le tappe più seguite in Euoropa Sepang: la gara extra europea più seguita per il numero di persone che si spostano.

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