Il Milan sconfitto anche in Champions a Malaga, la crisi è sempre più nera

Il Milan sconfitto anche in Champions a Malaga, la crisi è sempre più nera

Confermare la crisi nera sotto il profilo del gioco e dei risultati, oppure ottenere una bella vittoria per dare un calcio al passato e iniziare a dare...

Confermare la crisi nera sotto il profilo del gioco e dei risultati, oppure ottenere una bella vittoria per dare un calcio al passato e iniziare a dare una senso a questa stagione fin qui a dir poco deludente? E' il grande dilemma con cui il Milan si prepara per la delicata partita di Malaga, valida per la terza giornata di Champions League. pallone da calcio12 Reduce dalla brutta sconfitta di sabato contro la Lazio, la squadra rossonera ha la chance di riscattarsi. Grande attesa allo stadio la Rosaleda di Malaga dove si sfidano le prime due del girone C. Allegri per cercare la vittoria cambia la sua squadra schierando il tridente con Emanuelson al fianco delle altre due punte Pazzini ed El Shaarawy. A centrocampo gioca dal primo minuto il nuovo arrivato Constant vicino a Montolivo chiamato a guidare il gioco rossonero. Dall'altra parte mister Pellegrini punta tutto sulla classe dell'ex stella del Barcellona Saviola. Partita molto lenta e poco spettacolare sin dal primo minuto di gioco. L'unico episodio dei primi venticinque minuti di gioco è solo una tiro da lontano di Montolivo ben controllato dal portiere dei padroni di casa Caballero. La partita è molto poco dinamica, le due squadre si preoccupano troppo di non scoprirsi e non spingono in avanti. Sussulto Milan alla mezz'ora quando Pazzini ha spazio sulla fascia destra e serve al centro il faraone El Shaarawy che però sbaglia completamente il tiro e manda la palla fuori. Quattro minuti dopo arriva anche la prima occasione per la squadra di Pellegrini: Joaquin parte in contropiede sulla destra e serve l'accorrente Isco che dal limite dell'area sfiora la traversa. Poco dopo azione simile ma stavolta è Amelia a deviare in calcio d'angolo. I padroni di casa prendono un minimo di coraggio e costringono il Milan a stringersi nella propria metà campo incapace di ripartire. A tre minuti dall'intervallo ecco l'episodio che scuote la partita: l'arbitro Proenca giudica fallosa una leggera spinta di Constant a Jesus Gamez e decreta il rigore ma dal dischetto lo specialista Joaquin tira alto. Giusto così perché il tiro dagli undici metri è molto generoso. Si va negli spogliatoi senza gol.

La ripresa inizia con gli stessi ventidue del primo tempo. Quello che cambia però è il clima perché si gioca sotto un nubifragio che potrebbe condizionare il gioco. In effetti pioggia o non pioggia la partita non decolla, le due squadre continuano ad equivalersi sotto ogni punto di vista. Il Malaga pretesta per un contatto in area di rigore tra Bonera e Saviola, tutto lo stadio vorrebbe un altro rigore ma l'arbitro stavolta lascia giustamente giocare. Dal quarto d'ora in poi è il Malaga a spingere di più sull'acceleratore chiudendo il Milan nella propria metà campo e tanto spingi che alla fine passi. A poco meno di mezz'ora dal novantesimo si rompe l'equilibrio di partenza: Iturra mette un bellissimo pallone in area per Joaquin che insacca con l'aiuto del palo. Finalmente il match ha una scossa con il Milan che però resta in sofferenza e continua a subire. Serve assolutamente un cambio di passo, Allegri è il primo a rendersene conto e mette in campo Pato e Bojan ma i due nuovi entrati non fanno male alla retroguardia avversaria, è solo El Saarawy che va vicino al gol a sei minuti dalla fine ma è Bravo Caballero ad opporsi e mandare in angolo. Sul corner anche Mexes ha sul piede la palla del pareggio ma il suo tiro dal secondo palo attraversa tutta la porta. Sono gli ultimi sussulti della partita. Arriva il fischio finale dopo tre minuti di recupero e il Milan torna a casa con la terza sconfitta consecutiva. La crisi continua, in Champions League il discorso qualificazione si complica e la panchina di Allegri trema sempre di più. La palla passa a Galliani e al presidente Berlusconi.

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