Atos Origin ha rilevato che le società finanziarie europee non sono pronte a competere nel nuovo mercato che emergerà quando, dal 1° novembre 2007, è effettiva la direttiva europea sui mercati degli strumenti finanziari MiFID (Markets in Financial Instruments Directive). Gli investimenti nella MiFID sono inferiori alle aspettative Da un’inchiesta sullo stato di preparazione degli istituti finanziari rispetto alla MiFID, condotta da Atos Consulting, la divisione Business Consulting di Atos Origin, è emerso che nelle società finanziarie europee prevale un atteggiamento di tipo ‘attendista’. Atos Consulting ha analizzato gli standard di spesa di 15 società di investimento, confrontandoli con il modello di costo pubblicato dalla società nel giugno 2005 e poi modificato nel febbraio 2006. I risultati hanno evidenziato che le società finanziarie hanno speso il 20-25% in meno rispetto a quanto previsto.
Dalle ricerche risulta che le società stanno rinviando gli investimenti in tecnologie intelligenti in attesa di vedere se il mercato delle liquidità si frammenterà come previsto. Sembra, inoltre, che si aspettino che le soluzioni, in prevalenza manuali, oggi applicate siano sufficienti per far fronte all’obbligo di eseguire gli ordini alle condizioni più favorevoli per massimizzare il valore del portafoglio cliente (“best execution”), pur mantenendo l’efficienza.
La perdita del vantaggio competitivo Le società finanziarie non considerano la MiFID come un’opportunità per differenziarsi dai loro concorrenti, ma unicamente come un esercizio di conformità. In questo modo, rischiano di perdere il proprio vantaggio competitivo. Di fatto, se la frammentazione si verificasse subito dopo l’attuazione della MiFID, le società che non avessero investito in tecnologie intelligenti e non fossero in grado di produrre statistiche potrebbero incontrare difficoltà nell’implementazione del loro programma di marketing, al momento della fase di riesame – vale a dire entro ottobre 2008.
Il cambiamento è in atto In ogni caso, il cambiamento è in corso. In una presentazione agli osservatori del settore, Jeremy Bryson, Senior Vice President Financial Services di Atos Origin, ha spiegato che la MiFID sta creando le condizioni per fare dell’Europa un mercato più interessante agli occhi degli investitori. Il cambiamento è già in atto, anche se la metà dei paesi europei non ha ancora emendato le leggi nazionali in modo da integrare la MiFID. Le nuove piattaforme di negoziazione, come Chi-X, stanno assorbendo quote di mercato dagli operatori tradizionali e le borse europee registrano un aumento, dal 50% al 120%, dei volumi negoziati nel 2007 rispetto ai livelli del 2006, con una diminuzione del volume medio di scambio pari al 20%.
Bryson ha osservato che, per crescere nel mercato post-MiFID, le organizzazioni dovranno differenziare le proprie strategie e dimostrare la “best execution”, tramite la pubblicazione di statistiche di negoziazione. Ha, inoltre, affermato che le società finanziarie dovranno ottimizzare il volume del flusso di ordini e ridurre i costi marginali di transazione, in modo da mantenere il proprio vantaggio sulla concorrenza.
“Con Atos Euronext Market Solutions (AEMS) abbiamo promosso un dialogo attivo con i nostri clienti, in modo da valutare quali opportunità strategiche emergeranno con l’introduzione della MiFID, suggerire loro come differenziarsi per essere più competitivi ed, infine, fornire tecnologie adeguate”, ha dichiarato Ken Tregidgo, Global Head of Strategy & Business Development.
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