Serie A 18^ giornata: la Juve rallenta ma resta prima, Milito regala il derby all'Inter

Serie A 18^ giornata: la Juve rallenta ma resta prima, Milito regala il derby all'Inter

Luci A San Siro. Allo stadio Giuseppe Meazza tutto esaurito si accendono le luci per la partita più importante dell’anno: il “Derby della Madonnina” tra...

Luci A San Siro. Allo stadio Giuseppe Meazza tutto esaurito si accendono le luci per la partita più importante dell’anno: il “Derby della Madonnina” tra Milan e Inter, finito 1-0 per la squadra di Ranieri. Partita di vitale importanza per entrambe le formazioni. I campioni d’Italia per staccare la Juventus e conquistare la vetta, i nerazzurri per rientrare a fare parte della lotta scudetto. Allegri lancia dal primo minuto Boateng-Pato-Ibra, mentre dall’altra parte Ranieri tiene in panchina Snejder e Forlan e parte con la coppia d’attacco Milito-Pazzini con Avarez dietro di loro. I due tridenti per cercare di mettere sotto le difese avversarie, in pratica la partita però non regala particolari azioni d’attacco. Le uniche emozioni sono un gol annullato a Thiago Motta per fuorigioco, e un tiro in area di rigore di Pato finito alto. Le due squadre si equivalgono a centrocampo, sulle fasce si spinge poco ed ecco che nessuna delle due riesce a prendere in mano il pallino del gioco, Ibra non riesce a superare quasi mai Samuel e dalla parte opposta Nesta e Thiago Silva frenano le due punte nerazzurre. La prima limpida possibilità di passare in vantaggio capita al trentanovesimo sui piedi di Alvarez che però a pochi metri dalla porta tira troppo centrale e Abbiati respinge. Sul fronte opposto risponde Boateng un minuto più tardi che prova da lontano ma calcia fuori. Solo un episodio, un calcio da fermo o un’azione individuale potrebbe sbloccare la sfida. Al quarantacinquesimo lampo del Milan con Emanuelson che prima colpisce la traversa con un tiro da fuori area e poi sulla ribattuta costringe Julio Cesar in angolo. Nella ripresa ci si aspetta di più dalle due squadre ed è la squadra di Ranieri a spingere di più e all’ottavo minuto arriva la svolta della gara: Javier Zanetti parte dalla propria metà campo e lancia in avanti Milito, Abbate è in vantaggio sull’argentino ma sbuccia clamorosamente il pallone lanciando il Principe che da solo davanti ad Abbiati insacca in diagonale.

Allegri per rimettere le cose in parità prova la carta Robinho, rossoneri con il tridente e Boateng trequartista. Ranieri si copre inserendo Chivu al posto di Alvarez. Il Milan prova il forcing finale ma l’Inter non si scompone e regge le offensive dei diavoli. A venti minuti il giapponese Nagatomo dopo una bella iniziativa personale entra in area da sinistra e ha la palla del raddoppio ma tira troppo centrale. Per tenere di più il possesso di palla Ranieri fa entrare Snejder al posto dell’autore del gol Milito, l’olandese agisce da trequartista alle spalle dell’unica punti Pazzini. A dieci minuti dalla fine Allegri tenta la carta Seedorf ed è proprio il neo entrato ad andare vicino al pareggio con una conclusione dalla lunga distanza, poco dopo Robinho ha una grande occasione ma tira addosso al portiere Julio Cesar. Sono gli ultimi assalti del Milan che non riesce però a trovare l’1-1. Il derby di Milano se lo porta a casa l’Inter che ora con otto vittorie in nove partite, torna in gioco per la lotta scudetto e sale a sei punti dal primo posto.

Il primato dei campioni d’Italia è frutto anche del passo falso della Juventus che viene fermata in casa dal Cagliari. Un pareggio 1-1 che sa di amaro per la squadra di Conte, merito anche della buona organizzazione della formazione sarda che ha retto per tutti i novanta minuti andando anche vicina al colpaccio. La gara parte subito bene per i bianconeri che dopo otto minuti passano in vantaggio grazie al gol di Mirko Vucinic abile a concludere una splendida azione tutta di prima. Ma nel calcio le partite devono essere chiuse e, come successo in altre circostanze, i piemontesi questo non lo fanno e vengono puniti. Occasioni per il raddoppio ce ne sono state ma pesano come macigni gli errori sotto porta di Vidal, Pepe e Matri. I sardi poco prima dell’intervallo hanno anche da recriminare per due falli di mano in area di rigore bianconera di Bonucci e di Pirlo non visti dall’arbitro Guida. Nella ripresa cambia tutto e in campo sembra esserci solo la squadra di Ballardini che dopo cinque minuti di gioco trova il meritato pareggio grazie ad un bellissimo tiro da fuori area di Cossu. La Juve accusa il colpo e non riesce più a creare pericoli in avanti, Conte se ne accorge e modifica completamente l’assetto in campo inserendo Krasic, Del Piero e il nuovo acquisto Borriello ma alla fine il risultato resta invariato. Magra consolazione per la Juve è il diciottesimo risultato utile consecutivo; superato il record della stagione 1949-50 quando le partite senza sconfitte furono 17.

Partita iniziata ma non terminata quella del Massimino tra Catania e Roma. La gara è stata sospesa sul risultato di 1-1 a poco più di mezz’ora dalla fine a causa di un vero e proprio acquazzone che ha reso il campo impraticabile. Nel primo tempo erano andati a segno prima Legrottaglie per i siciliani e poi Daniele De Rossi per i capitolini. La Lega ancora non ha comunicato quando ci sarà la prosecuzione del match; si parla di metà febbraio.

Inizia bene l’avventura di Roberto Donadoni sulla panchina del Parma. Al Tardini gli emiliani battono 3-1 il Siena. I toscani non ripetono la bella vittoria del turno precedente contro la Lazio e vengono dominati dai padroni di casa, bravi a controllare la gara per tutti i novanta minuti e a concretizzare al meglio le poche occasioni da gol create. Nel primo tempo una delle poche (se non l’unica) emozioni è il gol di Biabiany poco dopo il ventesimo minuto. Nel secondo tempo ci sono segnali di Siena che però fallisce una clamorosa occasione da gol con Destro. Il Parma ringrazia e ne approfitta segnando il secondo gol con Valliani. La partita sembra chiusa ma Grossi la riapre a dieci minuti dalla fine segnando il gol del momentaneo 2-1. Ma i gialloblu hanno un’arma in più: Sebastian Giovinco; ed è proprio il fantasista che chiude la gara nei minuti di recupero. Tre punti fondamentali per il Parma che si allontana dalla zona retrocessione ora distante sette punti, mentre il Siena resta al quartultimo posto con soli tre punti di vantaggio dalla terzultima.

Quarta sconfitta consecutiva per il Palermo, battuto 1-0 a Verona dal Chievo. Il cambio allenatore non sembra aver portato benefici alla squadra siciliana messa sotto dalla quella veneta sin dall’inizio. Nel primo tempo in campo ci sono solo i veneti che vanno vicino al gol due volte con Paloschi, una con Thereau e poi con Bradley. Il meritato vantaggio arriva dopo cinque minuti di gioco della ripresa con Sammarco che sfrutta una clamorosa indecisione difensiva di Munoz.. I siciliani sprofondando in classifica e ora sono a soli sei punti dalla zona B. Il presidente Zamparini non dorme sonni tranquilli e, conoscendo le sue idee, non si escludono clamorosi colpi di scena.

Risale la Lazio che all’Olimpico batte 2-0 l’Atalanta grazie al calcio di rigore di Hernanes e all’ottavo gol in campionato di Klose. La vittoria però non fa sorridere l’allenatore Reja che perde per infortunio al ginocchio sia il trequartista brasiliano sia il difensore Dias. Preoccupano di più le condizioni del primo.

Altre partite: Cesena-Novara 3-1, Fiorentina-Lecce 0-1, Genoa-Udinese 3-2.

Gioia per l’attaccante del Cesena Adrian Mutu che grazie alla doppietta segnata ieri, raggiunge i 101 gol segnati in serie A. Viola fischiati dai propri tifosi. Rischia grosso l’allenatore dei piemontesi Tesser, un po’ meno quello dei toscani Delio Rossi.

Lunedì sera al San Paolo Napoli-Bologna.

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