L’ultima volta era successo nel 2006 con Fabio Capello in panchina. Sei anni dopo la Juventus riscopre il gusto del primato alla fine del girone di andata e lo fa nel migliore dei modi con lo zero sotto la casella delle partite perse. Il 2-0 rifilato a Bergamo all’Atalanta conferma che la Vecchia signora recita un ruolo da assoluta protagonista nella lotta scudetto lanciando segnali sempre più pericolosi per le dirette concorrenti. La Juve, dopo la striminzita vittoria di Lecce e il deludente pareggio interno con il Cagliari, torna ad essere quella macchina perfetta e in piena salute, capace di chiudere gli avversari nella propria area senza subire eccessivi pericoli. C’è anche il rammarico per le tante occasioni da gol sprecate, colpa la serata no di Matri e di Vucinic, delle ottime parate del portiere bergamasco Consigli e della sfortuna ( un palo di Barzagli e una traversa di Vidal). Troppo molle l’Atalanta che tranne un tiro di Denis nel primo tempo e un rigore richiesto nel secondo, non crea particolari problemi a Buffon. Nota stonata della serata gli infortuni di Marchisio e di Pepe ma per entrambi però si prevede un veloce rientro in campo. Chiudiamo la pagina bianconera con i numeri di questa stupenda cavalcata: 11 vittorie, 8 pareggi, 31 gol fatti e solo 12 subiti. La Juve chiama e il Milan risponde. I campioni d’Italia, ridotti all’osso tra infortunati e squalificati, vincono 3-0 al Silvio Piola di Novara, bissando il successo in coppa Italia di San Siro. Anche qui non c’è stata storia; Novara troppo piccolo per impensierire i rossoneri, bravi a schiacciare gli avversari per tutta la gara e creando numerose palle gol non sfruttate a dovere. Nell’intervallo Allegri azzecca il cambio giusto inserendo El Shaarawy trequartista e retrocedendo Emanuelson a terzino sinistro, la mossa mette più ordine e la squadra dilaga con la doppietta di Ibrahimovic e il gol (contestato) di Robinho. La sfida alla Juve continua e la cosa promette spettacolo. Certo, se poi con il mercato di gennaio ancora in corso, arrivasse un certo Tevez allora si che ci sarà da divertirsi.
Tiene il passo delle grandi la sempre più sorprendente Udinese. La formazione di Guidolin conserva il terzo posto grazie al 2-1 casalingo contro il Catania e archivia nel migliore dei modi la sconfitta di Genoa di domenica scorsa e, soprattutto l’eliminazione dalla Coppa Italia giunta la settimana scorsa con il Chievo. E’ la nona vittoria casalinga in dieci gare. Recita un ruolo da protagonista Armero che prima segna il gol del vantaggio e poi fornisce l’assist a Di Natale nell’azione del raddoppio. Il Catania di Montella a dire la verità non ha demeritato specialmente nel primo tempo, però a lungo andare non ha inciso con particolare intensità in attacco. Che le continue voci di mercato che girano su Maxi Lopez non abbiano scombussolato un po’ la squadra? In minima parte molto probabilmente è così però sta di fatto gli etnei da diverso tempo non riescono più a divertire come nella prima parte di campionato. L’allenatore Guidolin insiste a non volersi sbilanciare sui possibili traguardi da raggiungere ma la sua squadra continua a meritarsi ampiamente il diritto di sognare in grande.
Giornata da ricordare per Francesco Totti: allo stadio Olimpico la Roma stende 5-1 il Cesena e il capitano realizza una doppietta che lo porta a quota 211 gol segnati in serie A. Il “Pupone” supera Nordhal ed ora è a soli 5 reti dalla coppia Altarini.Piola, se continua così il numero 10 romanista li raggiungerà sicuramente in breve tempo. Commentare la partita è molto semplice, basta dire che dopo soli otto minuti di gioco la squadra capitolina era in vantaggio 3-0, colpa anche della imbarazzante prestazione della difesa e del portiere dei romagnoli. Di Borini, Juan e Pjanic le altre reti giallorosse, di Eder il gol della bandiera dei bianconeri di Arrigoni. L’allenatore Luis Enrique sembra aver trovato gli equilibri giusti per far girare al meglio la sua squadra e anche la difesa che fino a poco tempo fa si faceva mettere troppo sotto, ora sembra reggere l’urto grazie anche al ritrovato Juan. Il progetto della nuova Roma sembra essere definitivamente partito e i tifosi ritrovano l’entusiasmo. Con questi tre punti conquistati e con la sfida di Catania da finire a febbraio, Totti e compagni staccano in classifica il Napoli e si portano a soli tre punti dai cugini della Lazio. La zona Champions non è poi così lontana e se poi dal mercato arrivassero rinforzi e se, soprattutto si risolvesse al più presto la telenovela del contrattuale di De Rossi, a quanto sembra sempre più vicino, le possibilità di guardare in alto aumenterebbero notevolmente.
Il Napoli non sa più vincere; secondo pareggio consecutivo dopo quello casalingo con il Bologna. I partenopei vengono fermati sull’1-1 dal Siena. La partita è stata molto bella e combattuta da entrambe le squadre. I toscani hanno giocato meglio per più di un tempo grazie anche all’attaccante Calaiò che prima nel primo tempo colpisce una traversa, e poi dopo venti minuti della ripresa segna il gol del vantaggio. Il Napoli a quel punto decide di giocare ma lo fa troppo tardi e soprattutto sprecando: prima Cavani si fa parare un rigore da un favoloso Pegolo e poi pareggia con Pandev a cinque minuti dalla fine. Alla fine viene fuori un pareggio che allontana (forse definitivamente) la squadra di Mazzarri dalla zona scudetto e da quella Champions. La consolazione per gli azzurri è il ritorno in campo di Lavezzi dopo un mese di stop.
Posticipo di lusso a San Siro tra Inter e Lazio. Scontro diretto di alto livello per due concorrenti per un posto in zona Champions reduci entrambe da una vittoria. La squadra di Ranieri parte con 10/11 di quelli che hanno cominciato il derby la scorsa settimana, mentre quella di Reja ritrova da subito gli infortunati Dias ed Hernanes. La gara inizia subito sotto il segno degli ospiti che vanno vicinissimi al gol al quarto d’ora con Rocchi che, lanciato a rete anche grazie ad un errore difensivo di Lucio, colpisce il palo davanti alla porta di Julio Cesar.. L’Inter parte molto molle, attacca con pochi uomini lasciando isolati davanti la coppia Milito-Pazzini e regala troppo spazio ai centrocampisti laziali liberi di impostare il gioco e a supremazia biancoceleste viene premiata alla mezz’ora con il gol del vantaggio siglato da Rocchi. Sembra tutto facile per la squadra di Reja che però non ha fatto i conti con Diego Milito; è infatti il Principe a pareggiare pochi minuti dell’intervallo e a rimettere l’Inter in corsa. Per ribaltare del tutto la situazione c’è bisogno di fantasia ed ecco che Ranieri fa entrare Obi e soprattutto Snejder al posto di Chivu e di Alvarez. L’ingresso dell’olandese cambia il ritmo della partita e i padroni di casa iniziano a spingere di più: inizia a farsi vedere anche Pazzini che prima va vicino al gol con un colpo di testa troppo centrale e parato da Marchetti e poi approfittando di uno svarione della linea difensiva laziale, si ritrova solo davanti la porta e segna il 2-1 con un preciso pallonetto. La rimonta è completata: Reja per cercare il pareggio fa entrare anche Cissè ma non serve a nulla, arriva la settima vittoria di fila dei nerazzurri che sorpassano la Lazio e salgono al quarto posto in classifica.
Altri risultati: Bologna-Parma 0-0, Cagliari-Fiorentina 0-0, Lecce-Chievo 2-2, Palermo-Genoa 5-3
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