USA, primato e ottavi in extremis, Inghilterra seconda

SportSudafrica 2010

Girone C al cardiopalma, e alla fine delle due partite in contemporanea di quest’oggi sono gli anglosassoni a sorridere. Inghilterra e USA vincono entrambe 1-0 rispettivamente contro Slovenia e Algeria e si qualificano agli ottavi con 5 punti. A condurre il girone, grazie alla differenza reti, sono gli USA che piegano al 91′ la resistenza Algerina con Donovan, colonna della squadra guidata da Bob Bradley. Fino a quel momento gli africani non avevano demeritato, anzi, la rete è nata proprio da un contropiede in seguito a una convulsa azione d’attacco algerina. Una vittoria comunque meritata per la mole di gioco prodotta, per il secondo tempo in attacco e non ultimo per il secondo gol (dopo il possibile 3-2 contro la Slovenia) ingiustamente annullato che, in caso di pareggio, avrebbe firmato la condanna per la squadra a stelle e strisce.
USA
Se allo Tshwane di Pretoria si combatte, al Nelson Mandela Bay di Port Elizabeth Slovenia e Inghilterra concedono più di tanto allo spettacolo.

Troppo matematici gli slavi, che imprevedibilmente si sono trovati catapultati in testa al girone dopo due partite e forse si sono adagiati su quei 4 punti che comunque erano – e rimangono, in un certo senso – un risultato sorprendente. Dall’altra parte l’Inghilterra ha un bisogno maledetto di vittoria, possibilmente corposa e convincente per i tifosi e la stampa albionica sul piede di guerra. Capello schiera Rooney appoggiato da Defoe preferito ad Heskey e la mossa si rivela azzeccata. Proprio l’attaccante del Tottenham risolve la partita con un gol al 23′ del primo tempo. Ma rispetto a una Slovenia che ha bisogno del gol per svegliarsi, gli inglesi – quest’oggi in tenuta rossa – comunque possono tirare pochi sospiri di sollievo. Rooney è ancora poco presente, se si esclude una traversa, e le geometrie messe in campo non producono sicuramente le azioni da gol per mettere il bottino al sicuro, forse con l’unica eccezione di Milner.
USA
Consola una difesa riscopertasi più arcigna e un James che le sue parate le fa, confermandosi un numero uno effettivo dopo l’incognita Green. Per la Slovenia di Kek, che comunque alla fine cala il tridente con Dedic, Matavz e Novakovic, sono i troppi calcoli che fanno male. E con l’imprevisto Donovan, si ritrovano a fare le valige assieme all’Algeria che tutto sommato, pur non segnando mai in tre partite, si è dimostrata volitiva e coriacea, forse sprovvista di quella malizia e esperienza che avrebbe fatto la differenza.

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