Lunedì 16, martedì 17 e mercoledì 18 febbraio arriverà nelle sale cinematografiche italiane “Juventus. Primo Amore”, il nuovo documentario firmato da Angelo Bozzolini e prodotto da Lux Vide, società del Gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Documentari e distribuito in esclusiva da Nexo Studios. Un evento speciale che intende celebrare l’orgoglio bianconero attraverso immagini storiche e interviste inedite, riportando sul grande schermo una delle epoche più gloriose del club torinese.
Le proiezioni si terranno in tutto il Paese e i biglietti sono già disponibili in prevendita sul sito di Nexo Studios e presso i cinema aderenti. Già sold out la proiezione speciale di apertura, in programma lunedì 16 febbraio alle 19.30 presso il The Space Cinema Moderno di Roma, che vedrà la presenza in sala del cast, del regista e di Massimo Zampini.
Presentato in anteprima all’ultimo Torino Film Festival, il film ripercorre il decennio che va dal 1975 al 1985, un periodo leggendario in cui la Juventus conquistò per la prima volta nella sua storia tutti i trofei nazionali e internazionali. Un’epopea che segna non solo una fase di successi sportivi, ma anche la parabola di un’Italia in trasformazione, attraversata da tensioni sociali, terrorismo e scandali.
“Juventus. Primo Amore” intreccia la storia della squadra con quella del Paese, partendo dagli anni di piombo e dalla forte rivalità con il Torino fino alla conquista della Coppa Intercontinentale l’8 dicembre 1985 a Tokyo. Il documentario rievoca anche momenti drammatici e indimenticabili, come la tragedia dell’Heysel, e rende omaggio a figure leggendarie quali Gaetano Scirea e Paolo Rossi.
Il racconto attraversa la stagione irripetibile in cui, sotto la guida di Giovanni Trapattoni, la Juventus si trasformò in un simbolo di eccellenza e spirito di squadra. Il film celebra campioni che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dello sport: Dino Zoff, Claudio Gentile, Antonio Cabrini, Marco Tardelli, Michel Platini e Zbigniew Boniek.
«Gli anni a cavallo tra le decadi ‘70 e ’80 sono stati fondamentali per la storia del nostro Paese: protagonisti le tensioni sociali, la politica al centro del dibattito pubblico, le trasformazioni in ambito industriale che ci han portati a metà anni ‘70 a vivere prima una profonda crisi strutturale con la fine del “miracolo economico” e poi, con l’edonismo tipico degli anni ‘80, una fase di significativa ripresa e modernizzazione (…). In questa esplosione di bellezza, la Juventus diventa la squadra più forte in Italia, in Europa e, l’8 dicembre del 1985, il club più titolato del mondo. Con “Juventus. Primo Amore” racconto una grande storia di sport e di vita, in cui un club, al cui comando fu la straordinaria trimurti Agnelli, Boniperti, Trapattoni, seppe cambiare il volto al calcio italiano inserendo giovani dal talento straordinario che contribuirono in modo determinante a vincere anche la coppa del mondo più romantica di sempre, facendo del bene alla città di Torino e al Paese intero», ha dichiarato il regista Angelo Bozzolini.
Il documentario si arricchisce di preziose testimonianze di protagonisti di quell’epoca e di volti noti del mondo del giornalismo, della cultura e dello sport. Tra gli intervistati figurano Marino Bartoletti, Aldo Cazzullo, Evelina Christillin, Linus, Davide Livermore, Marco Lodola, Carlo Nesti, Pierluigi Pardo, Eraldo Pecci, Enrico Vanzina e numerosi ex calciatori che hanno scritto pagine memorabili della storia bianconera.
“Juventus. Primo Amore” è dunque molto più di un documentario sportivo: è un affresco generazionale, un omaggio alla tradizione e alla memoria di una squadra capace di incidere non solo nei risultati ma anche nell’identità collettiva del Paese.
Bozzolini, nato a Roma nel 1973, torna così con un lavoro che unisce come sempre arte, memoria storica e impegno civile. Tra le sue opere più recenti figurano “Il coraggio di essere Franco”, “Parola ai giovani”, “Enrico Mattei – Ribelle per amore”, “Lucio per amico – Ricordando Battisti”, “Tennis and Friends” e “Cento e oltre – Puccini e noi”.
Un viaggio cinematografico che parla a tifosi e non solo, invitando il pubblico a riscoprire l’essenza del calcio come racconto di passione, identità e memoria collettiva. “Juventus. Primo Amore” sarà per molti un ritorno alle emozioni autentiche di un’epoca irripetibile e, per le nuove generazioni, l’opportunità di scoprire come una squadra sia diventata simbolo dell’Italia intera.