Milano torna a celebrare il genio di Leonardo da Vinci con un evento che unisce scienza, arte e tecnologia. Il Museo Leonardo3, situato in Piazza della Scala con ingresso dalla Galleria Vittorio Emanuele II, presenta al pubblico la ricostruzione funzionante dell’orologio ideato da Leonardo tra il 1490 e il 1493 durante il suo soggiorno milanese. L’appuntamento ufficiale è fissato per giovedì 5 marzo 2026 alle ore 18.00, quando il celebre divulgatore scientifico e youtuber Adrian Fartade attiverà simbolicamente il meccanismo davanti al pubblico, inaugurando così una nuova esposizione permanente dedicata alla misurazione del tempo secondo il genio vinciano.
Durante l’incontro, Fartade dialogherà con Edoardo Zanon, direttore scientifico del Museo, per illustrare le leggi fisiche che regolano il funzionamento di questo complesso orologio e come i disegni di Leonardo abbiano anticipato di secoli gli studi di Galileo Galilei. In proposito, il divulgatore dichiara: “Di Leonardo ci sono rimasti tantissimi disegni, scritti, opere bellissime di ogni sorta, ma possiamo solo immaginare come poteva invece essere il suo stupore e come erano i suoi occhi pieni di meraviglia davanti al mondo. Ecco, avere l’onore di poter avviare un orologio da lui progettato e disegnato, sei secoli dopo, insieme a tutti voi in un museo a lui dedicato, mi emoziona molto anche perché so che guardando la meraviglia e stupore negli occhi dei presenti, davanti a tanto ingegno, sarà quasi come vedere un po’ del suo, attraverso di noi. Vi aspetto, non solo per vedere tutto ma per essere anche voi un po’ Leonardo”.
Le due nuove macchine leonardesche – l’Orologio (dal Codice Madrid I, f.27v) e il Regolatore del Tempo (dal Codice Atlantico, f.754r) – sono state ricostruite in maniera perfettamente funzionante dal maestro artigiano Alberto Gorla, uno dei massimi esperti internazionali di meccanica storica, con la collaborazione del suo assistente Angelo Brunoni. Il progetto “Leonardo e la misura del tempo” ha richiesto mesi di ricerca sui disegni originali e numerosi test di costruzione per ottenere la precisione meccanica che oggi il pubblico potrà ammirare.
Edoardo Zanon spiega l’importanza scientifica di queste ricostruzioni: «Pur non conoscendo le leggi fisiche del pendolo, la macchina riprodotta dal Codice Atlantico funziona sorprendentemente bene grazie a un elemento oscillante. Nel disegno, Leonardo evidenzia un piccolo peso applicato alla “ventola”, suggerendo la possibilità di regolarlo in altezza e quindi di modificare il periodo di oscillazione. Un’intuizione che avrebbe potuto correggere gli errori degli orologi del suo tempo, ripercorsa successivamente anche da C. Huygens nel secolo successivo».
La misurazione del tempo, tema centrale nella ricerca di Leonardo, rappresentava una sfida complessa per gli ingegneri rinascimentali. Nei suoi studi milanesi, l’artista analizzò congegni capaci di mantenere il moto costante attraverso una forza esterna, come quella di un peso in caduta. I suoi progetti miravano a perfezionare lo scappamento, il dispositivo che regola il moto dell’orologio. Nei codici Madrid e Atlantico, Leonardo elaborò soluzioni alternative che combinavano palette, ventole e sistemi di frenatura del moto, anticipando il principio del pendolo galileiano di oltre un secolo.
Con questa mostra, il Museo offre un viaggio nel “laboratorio mentale” di Da Vinci, dove ingegno, arte e meccanica dialogano per dare forma al ritmo del tempo. Le nuove macchine, parte integrante della collezione permanente, permetteranno ai visitatori di osservare da vicino gli ingranaggi e ascoltare il “suono del tempo” generato da dispositivi concepiti più di cinquecento anni fa.
Il direttore del Museo, Massimiliano Lisa, sottolinea il valore culturale e civico dell’iniziativa: «Non smettiamo di fare cultura. Il Museo Leonardo3 continua a crescere, a studiare e a generare nuova conoscenza. Portare avanti la ricerca e condividerla con il pubblico è per noi un dovere e un privilegio: significa mantenere vivo lo spirito di curiosità e innovazione che fu di Leonardo. A marzo celebreremo i nostri tredici anni di attività e confidiamo che il Comune di Milano voglia riconoscere il valore, per la Galleria, di una realtà culturale che accoglie oltre 250 mila visitatori all’anno, stabilizzandone la presenza anziché metterla in discussione. Rinunciare al Museo e centro studi Leonardo3 sarebbe una perdita irreparabile per la città».
Un evento, dunque, che celebra non solo la genialità di Leonardo da Vinci, ma anche la capacità della scienza e della cultura contemporanea di riportare in vita la meraviglia del Rinascimento nel cuore di Milano.